|
|
BLOG CHIUSO A TEMPO INDETERMINATO !!!!!
BOVO UBRIACA IL BARBERA
E FA VOLARE IL PALERMO SBALORDITIVO
AL QUARTO POSTO
Palermo 1-0 Udinese 
Tris. Tris di vittorie consecutive, tris di punti. Quello che non ti aspetti arriva al minuto 86, una palla vagante fa capolinea sul destro di Bovo, che prende la mira e carica verso la porta di Handanovic, gol strepitoso che regala tre punti d’oro al Palermo. Anche l’Udinese è k.o, adesso la classifica si fa ancora più bella, più appetitosa, adesso si può davvero cominciare a sognare. È bello vincere così, è bello perché anche oggi la sofferenza non è mancata, l’Udinese ha dimostrato di essere una formazione molto intelligente e massiccia, e solamente per un jolly pescato da Bovo, non è riuscita a portare a casa un risultato positivo. Il Palermo c’è, ci crede, sa adesso di potersela giocare con tutti, è sicuro dei propri mezzi e vuole ancora far stropicciare gli occhi ai propri tifosi. Una gara quella di oggi non proprio esaltante, la coppia Miccoli-Cavani non ha inciso, ma quello che è più sensazionale è che in una giornata di magra per i due alfieri, arriva il colpo del difensore. Andiamo alla cronaca. Zenga cambia rispetto alle sensazioni della vigilia, tra i pali c’è Sirigu e non Rubinho, poi tutto confermato con Miccoli e Cavani in avanti e Pastore dietro. La difesa è a tre ma tutto cambia dopo qualche minuto, Balzaretti al suo primo scatto si fa male e lascia il posto a Blasi. La retroguardia quindi torna a quattro, con Bovo sulla sinistra. Al 9’ Miccoli scappa in contropiede, viene scalciato da Basta, sarebbe espulsione per chiara occasione da rete, ma De Marco sorvola. Al 17’ annullato giustamente un gol a Miccoli, il cui tiro viene nascosto da Bresciano, in chiara posizione di offside. La gara è molto equilibrata, l’Udinese vuole colpire in contropiede, ma la difesa rosanero appare attenta. Al 28’ tiro di Bresciano dalla distanza, Handanovic respinge come può Cavani sul tap-in non la mette dentro. Al 34’ clamorosa occasione per la formazione di Marino, Di Natale vola in contropiede e soli davanti a Sirigu conclude debolmente, il portiere rosa respinge e il Totò bianconero al momento di ribattere i rete viene lestamente anticipato da Migliaccio, è quasi un gol per il jolly di Zenga. Il Palermo ha difficoltà nel costruire la manovra, l’Udinese è schierata bene e ammortizza spesso gli attacchi dei rosanero. Ripresa. Sirigu subito protagonista con una spettacolare parata su un tiro di Sanhez dalla distanza. Dopo qualche secondo Miccoli viene fermato dalla bandierina dell’assistente per un fuorigioco inesistente. Al 58’ Zenga cambia, fuori Pastore, dentro Budan. Palermo in campo quindi con il tridente. Miccoli è spento e quando si accende si alza la bandierina dell’assistente, Cavani idem. L’Udinese manifesta più organizzazione di gioco, ma non riesce a concludere. Al 68’ pennellata di Miccoli su punizione, Handanovic miracolosamente salva. Al 73’ botta di Di Natale e risposta al volo di Sirigu. Il match si accende, le due squadre si sbilanciano e provano ad imboccare la strada della vittoria. Al 77’ ancora Palermo: Miccoloi sguscia sulla sinistra mette al centro ma Budan di testa alza troppo il pallone del possibile vantaggio. Succi intanto prende il posto di Cavani. Floro Flores tiene caldi i guanti di Sirigu con un colpo di testa, che il portiere rosanero devia in maniera plastica. Ma al minuto 86’ suonano le campane e un inaspettato Bovo azzecca il classico tiro della domenica battendo al volo Handanovic con un destro all’angolino dalla distanza. Il Barbera esplode. I rosa sfiorano anche il raddoppio con Miccoli,
PROSSIMO INCONTRO
GIOVEDI 29/10/2009
ORE 20:45 STADIO MEAZZA DI MILANO
INTER PALERMO
Livorno – Palermo 1-2, missione compiuta
Livorno 1 - 2 Palermo 

Si dice che nel calcio le vittorie più belle sono quelle più sofferte, allora possiamo tranquillamente dire che quello di oggi per il Palermo è stato un successo bello e soprattutto salutare. 2-1 al Livorno e tre punti che confermano il buon stato di salute dei rosanero rilanciandoli in classifica. Il calcio è bello per questo, perché il Palermo in pochi minuti si è trovato dall’inferno al paradiso, tutto in pochi minuti. Dopo il gol di Danilevicius sembrava che questo maledetto mal di trasferta continuasse, invece no, prima Miccoli e poi Balzaretti hanno ribaltato lo score, espugnando il Picchi, campo non facile. Il Palermo sicuramente non ha entusiasmato come contro la Juventus, ma poco importa, era difficile confermare quella prestazione. Oggi invece la formazione di Zenga ha sfoderato un’altra sua qualità, il cinismo. Due tiri due gol, legge perfetta che è ancora in vigore e che ubriaca di gioia il Palermo. andiamo alla cronaca. Nel Palermo non c’è Sirigu, influenzato, al suo posto torna Rubinho. Poi tutto confermato con la difesa a tre e Miccoli-Cavani in avanti. I rosa non partono sgommando come contro la Juventus. L’inizio della gara è molto posato, senza particolari sussulti. Al 20’ il primo squillo lo suona il Livorno, cross di Pulzetti e testa di Lucarelli, Rubinho si oppone e riesce a deviare. Ottimo intervento. Al 26’ la risposta del Palermo: Miccoli si inserisce in area labronica, filtra e solo davanti a Del Lucia sbaglia il tiro, Cavani ad un passo non riesce a deviare in rete. Davvero un peccato. La formazione di Zenga pian piano cresce e tiene in mano il pallino del gioco, Miccoli fa movimento, ma a centrocampo manca la vivacità di Simplicio. I rosa comunque non patiscono le avanzate dei livornesi, gestiscono bene la palla ma non riescono ad incidere. Termina il primo tempo senza emozioni particolari. Secondo tempo. Zenga cambia, fuori Pastore, dentro Nocerino. L’argentino accusa un attacco febbrile e alza bandiera bianca. Il clichè del match non cambia, il ritmo sembra quello di una messa cantata, con sporadiche accelerazioni che non accendono più di tanto la contesa. Al 54’ però tutto cambia, Candreva tira debolmente in porta, la conclusione si rivela un assist per Danilevicius che in sospetta posizione di fuorigioco batte Rubinho per l’1-0 del Livorno. Dopo due minuti però arriva il pari rosanero, Simplicio illumina Miccoli che solo davanti a De Lucia lo batte con un tocco al miele che entra in rete. La gara finalmente si accende. Zenga lo capisce e inserisce Succi al posto di uno spento Cavani. Le squadre si allungano e beneficia il ritmo del match, anche se sembra il Livorno la formazione più tenace a cercare la via del gol. Al 72’ ci prova Pulzetti dalla distanza, Rubinho respinge e sul tap-in Lucarelli non riesce a spingere in rete il suo tredicesimo gol personale al Palermo. al 81’ però il Palermo si ricorda della prestazione con la Juve e passa: Cassani mette al centro e da ottima posizione Balzaretti di sinistro gonfia la rete, Palermo in vantaggio. Il Livorno tenta l’assalto finale, Lucarelli chiede anche un rigore, ma Tagliavento sorvola. I rosa sconfiggono il mal di trasferta, la medicina giusta alla fine è arrivata.
 
Domenica 25 ottobre 2009 ore 15:00
  
 
      E’ TORNATO IL REAL PALERMO
Palermo 2-0 Juventus
i Cavani al 37’ e di Simplicio al 42’ i gol che hanno deciso l’incontro.

Dopo qualche settimana di pausa, torna in tv il “Grande Palermo Show”, un’anteprima la si è avuta questa sera al “Renzo Barbera”, con uno strepitoso successo sulla Juventus: 2-0, ma attenzione, non fatevi ingannare dal punteggio, perché se stasera gli uomini di Zenga avessero vinto con tre, quattro gol di scarto, non avrebbero fatto arrabbiare proprio nessuno. È stato un Palermo scintillante, strepitoso, spumeggiante, e chi più ne ha più ne metta. La Juve? Letteralmente dominata dal primo all’ultimo minuto. Una prestazione perfetta che ha messo sotto l’armata bianconera, caduta per via dei gol di Cavani e Semplicio nel primo tempo. È stata la gara delle risposte: ossia che questo Palermo è vivo e sa giocare a calcio, che in fondo le critiche piovutegli addosso forse sono state esagerate, che Simplicio e Pastore possono convivere in campo, che Miccoli merita assolutamente la Nazionale, che Sirigu probabilmente non lascerà più la porta rosanero. Voti alti per tutti, in particolar modo per Pastore, Simplicio, Cavani e Kjaer, immensi. Il Palermo ha fatto scacco matto alla vecchia signora con un calcio di altri tempi che ha entusiasmato tutti e tutto. Andiamo alla cronaca. Si inizia con un minuto di silenzio in onore delle vittime messinesi, è l’unico campo a rispettare questa tragedia, davvero assurdo. Nel Palermo c’è Pastore insieme a Simplicio, Zenga si affida alla difesa a tre, arretrando Migliaccio e avanzando Cassani e Balzaretti sulla zona di centrocampo. Al 4’ subito una conclusione di Miccoli, Buffon para senza particolari problemi. Al 15’ grande occasione per la formazione di Zenga: Miccoli dal binario di sinistra sforna un cross delizioso per Cavani che clamorosamente di testa manda fuori. Il Palermo gioca bene e mette sotto i bianconeri, non facendoli respirare. Al 17’ ancora Cavani si fa anticipare da Chiellini al momento di premere il grilletto. La Juve si fa viva con un colpo di testa alto di Amauri, ma è il Palermo a giocare meglio, che sfrutta gli spazi ed è dominatore del centrocampo. Al 35’ bel tiro di Cavani, ma Buffon attento e sicuro manda in angolo. Al 37’ esplode il Barbera, Pastore ruba palla e apre una pista per Cavani, che solo davanti a Buffon lo fredda con un missile che si infila all’angolino, vantaggio meritato. È un gran gol. I rosanero insistono e mettono in ginocchio i bianconeri: al 42’ punizione battuta magistralmente da Miccoli, si infila Simplicio che fa marameo ai difensori di Ferrara e mette dentro il 2-0, è un tripudio e applausi per i rosa. Riposo e chapeaut per il Palermo. Secondo tempo. Juve subito aggressiva, l’ex Amauri da fuori area sfiora il gol ma la palla è alta di poco. Al 48’ Poulsen al volo prova a sorprendere Sirigu, anche in questo caso brivido per i rosa e palla che scorre fuori. Menomale. In campo c’è una Juve diversa ma è ancora il Palermo a “rischiare” di segnare con un gran colpo di testa di Bresciano che fa barba e capelli al palo con Buffon battuto. 56’ ancora Palermo: Miccoli apre con il goniometro per Cavani che avanza e taglia al centro per Pastore, palla di poco lunga e azione che sfuma. Il Palermo è bello e spumeggiante, dopo un minuto Pastore scappa verso l’area bianconera, taglia per Miccoli che solo davanti a Buffon prova a scavalcarlo con un “cucchiaino” ma il portiere della Nazionale salva. La partita è scoppiettante, al 62’ traversa di Diego su punizione, Sirigu è bravo ad accarezzare la sfera sul montante. Brivido. Al 68’ annullato un gol a Pastore per fuorigioco. In contropiede la banda di Zenga suona che è una meraviglia, i bianconeri si affidano a degli inutili lanci lunghi preda della difesa rosa. In termini “pugilistici” mancherebbe al Palermo il gancio fatale per mettere al tappeto la squadra di Ferrara. Zenga dà robustezza al centrocampo e toglie Bresicano per Nocerino. Dopo qualche secondo proprio l’ex juventino serve a Cavani un buon pallone, il Matador angola troppo e sfuma un’altra nitida azione. Altro cambio per Zenga al 76’ esce Cavani, entra Goian. Il Grande Palermo show continua e all’80’ Miccoli colpisce un palo clamoroso. Finisce con i rosa che amministrano lo score e i duemila siciliani “juventinizzati” che tornano a casa con il piacere di avere visto in campo una grande squadra, peccato per loro che non sia stata la Juve.
UN PAREGGIO AGRODOLCE
Lazio 1-1 Palermo 

Termina il mal di trasferta di Zenga e termina il mal di casa di Ballardini. Un pareggio senza particolari sussulti regala un punto a Lazio e Palermo, un punto che fa compiere alle due formazioni un piccolo passo avanti. Un passo indietro invece le due squadre lo compiono nel gioco, decisamente mediocre nel corso dei 90 minuti di gara. Cavani aveva illuso tutti e tutto con un destro da fuori area che grazie alla complicità di Muslera aveva fatto esplodere il settore ospiti dello stadio Olimpico. Ci ha pensato Zarate a rimettere le cose a posto a pochi minuti dalla fine. Un plauso va sicuramente a Salvatore Sirigu, esordiente in serie A al posto di Rubinho. Il portiere sardo ha mostrato sicurezza, abilità e decisione in un paio di circostanze. Ma tornando alla gara c’è poco da dire: un Palermo che per alcuni tratti del match ha avuto in mano il pallino del gioco, ma non ha mai inciso, dimostrandosi ancora poco efficace dalla cintola in su. Zenga dice: “dobbiamo continuare su questa strada”, beh, forse questa non è la strada giusta, bisognerebbe immediatamente trovare il primo svincolo e girare, perché sei punti in sei giornate cominciano a far suonare un allarme preoccupante. Evanescente Miccoli, buono Cavani, rimandato Simplicio. La Lazio? Poca cosa, Ballardini deve lavorare ancora molto. Andiamo alla cronaca. Primi minuti del match poco vibranti, con il Palermo più in palla rispetto alla formazione di Ballardini. I rosa ci provano con una bella girata di Simplicio e poi un tiro alto di Bresciano. La Lazio si fa viva al 20’ con un bel sinistro di Foggia che svolazza sopra la traversa. La gara non è bella, i biancocelesti sono lenti e prevedibili ma il Palermo non ne approfitta. Il primo intervento ufficiale in serie A di Sirigu lo si registra al 24’ con una parata su un tiro a girare di Zarate. Le due squadre si studiano senza sferrare il colpo, come due pugili provano a capire quale sia il punto debole dell’avversario. Al 37’ bella azione dei biancocelesti, cross di Dabo per Mauri che in area rosanero colpisce di testa con Sirigu che blocca. Dopo trenta secondi l’azione più pericolosa della prima frazione di gara: Foggia defilato sulla destra calcia ma Sirigu gli si frappone e devia, la palla sta per finire in rete ma Kjaer di testa riesce ad alzare sopra la traversa. Secondo tempo. E’ subito la Lazio a tenere in mano il filo della gara, senza però incidere più di tanto. La prima occasione della ripresa è all’11’: Zarate si trova solo davanti a Sirigu ma conclude debolmente e il portiere rosanero di piede riesce ad intuire. Zenga prova a mettere brio alla manovra rosanero e toglie Budan per inserire Cavani. Al 20’ ancora Lazio: Foggia prova dalla distanza ma Sirigu si allunga e riesce a deviare. Al 22’ però gandissima occasione per il Palermo. Miccoli verticalizza per Cavani che è solo davanti a Muslera, invece di concludere l’uruguaiano preferisce appoggiare per Simplicio, ma il portiere biancoceleste intuisce la sfera. Un gol mancato. Poi dopo un minuto Rocchi al volo bacia la traversa laterale. La Lazio si sveglia e al 24’ Zarate sfiora il gol con una bella girata di sinistro. Al 30’ però cambia tutto e ci pensa Cavani: l’uruguaiano tira dalla distanza e con la complicità di Muslera porta in vantaggio il Palermo. I rosa, galvanizzati dallo score, cominciano a giocare a calcio e a provare il colpo del k.o, ma la Lazio non molla e infatti al 40’ trova il gol del pari con Zarate, che batte Sirigu da due passi dopo una serie di rimpalli “flipperiani” in area rosanero. Incredibile come la difesa palermitana si fa beffare dal furetto biancoceleste e come Cassani non riesce a bloccare l’argentino. Dopo due minuti Sirigu salva la baracca con un doppio decisivo intervento su Rocchi. Bravo il giovane estremo. La formazione di Ballardini ci crede a va all’assalto della torre. Diakite a poco dalla fine di testa sfiora la rete ma sarebbe stato troppo penalizzante per la formazione di Zenga. Un pari che non fa né piangere né sorridere, ma fa sicuramente riflettere.
|
|
|
|