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marie ahahwrote:
 
 j'ai  ouvet  un  autre  espace  j'aispere  qui  vas  avoire  des  com bisous..." marie
 
 
 
 
8 hours ago
-MARIANA-wrote:
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lindo dia - Good Day
Cyber Kisses
MUAKASUSSSSSSSSSS...
MARIANA
3 days ago
`*.¸ ✽    `*.¸¸.*´`*.¸        ♡
          ✽ `*.¸        ¸.*´`*.¸¸.*´`*.¸
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Boa Semana Carmelo!
COMO ESTAS DE SAUDE?MELHOR?
ESPERO QUE ESTEJAS BEM AMIGO.
TVB
Beijinhos
Madalena
 
Civilização
 
Nas guerras, antigamente,
não seguiam um princípio:
o mais forte ao mais fraco
roubava o que podia.

Agora, não é assim.
Mundo regem conferências.
Se mais forte faz sujeira,
reúnem-se - dão anuência.

Poema: Arany János
5 days ago
Gio' granatawrote:
SALUTONI DA UNA TORINO CONDANNATA,SPERO CHE OGNI TANTO TI RICORDI DI ME.......SALUTI GIO'
June 19
-MARIANA-wrote:

Milagro
Comenzó mi sueño los primeros días en que
mis muñecas me decían mamá...
Se siguió nutriendo de mis fantasías
de mi tierna infancia y mi pubertad.
Luego fui la novia, después la esposa...
transformó mi cuerpo la maternidad.
Tu latir sentía, con fe te esperaba,
a veces llorando de felicidad.
Hoy no eres el sueño,
eres el milagro que gestó mi ser.
Y ante tal prodigio, doy gracias al cielo
por el privilegio de nacer mujer.
                                - Anónimo
 MUY FELIZ FIN DE SEMANA!!!!
MUAKASUSSSSSSS...
MARIANA
June 19

Palermo Lazio

 



Palermo 2-0 Lazio
6' Miccoli
87' Migliaccio
 
 
 
 
Il Palermo è in formazione tipo. Miccoli, recuperato in extremis, mantiene il suo posto in attacco; ribaltone a centrocampo, dove per scelta tecnica rimane fuori Nocerino a beneficio di Migliaccio. La Lazio, senza più nulla da chiedere al campionato, lascia fuori i big, Zarate in primis. Grande colpo d’occhio in un "Barbera" stracolmo di tifosi rosanero, tutti macchinisti del treno che porta all’Europa. Quell’Europa ancora a portata di mano, grazie alla fortuna e probabilmente a qualche svista arbitrale. Il Palermo, oggi, è stato titubante anche nel suo fortino, dove di solito fa a polpette gli avversari. Ad ogni modo, un gol in apertura e uno in chiusura hanno permesso di rintuzzare le velleità di una Lazio per nulla in vacanza.
La giornata è subito propizia al Palermo. Al 5’ minuto funziona benissimo l’asse centrale: Liverani serve Simplicio, che accende la luce aprendo uno splendido corridoio per Miccoli. L’attaccante salentino viene atterrato da Kolarov - ammonito nell’occasione - e Russo concede il rigore. E’ lo stesso Miccoli a trasformare, eguagliando il proprio record personale di dodici gol in campionato. Curiosa l’esultanza del vicecapocannoniere della squadra, che ha indossato la maschera del wrestler Rey Mysterio. La partita, dopo, scorre sui binari della tranquillità. Nel Palermo Simplicio si muove bene tra le linee avversarie, offrendo ai compagni buone tracce di passaggio. Liverani e Balzaretti duettano bene a sinistra, con il primo che funge da arco, il secondo da freccia. La Lazio, comunque, non sta a guardare e prova qualche veloce folata offensiva in contropiede che non mette in apprensione Amelia. Per annotare un’azione pericolosa sul nostro taccuino, bisogna aspettare il 24’, quando Cassani lascia partire un gran destro dal limite dell’area che si spegne non lontano dalla porta di Carrizo. Al 31’ il primo squillo laziale con Diakité, che sugli sviluppi di un angolo battuto da Kolarov fallisce la facile occasione del pareggio. Qualche secondo dopo, applausi a scena aperta per Mendicino, che si invola verso la porta dopo uno scivolone di Liverani; il giovane attaccante di Delio Rossi si ferma accorgendosi dell’infortunio occorso al regista rosanero, costretto ad abbandonare il campo in favore di Nocerino. Con l’uscita del capitano, il Palermo perde la trebisonda e lascia qualche spazio di troppo, che comunque la Lazio sembra quasi non voler sfruttare per non rovinare la festa rosanero. Alla fine del primo tempo, unico assente (ingiustificato) Cavani, mai entrato in partita.
La ripresa inizia con le redini del gioco sorprendentemente nelle mani della Lazio. Il Palermo vive sugli spunti di Miccoli, che si allarga spesso a sinistra per puntare l’uomo. O, meglio, scaglia degli splendidi tiri dalla distanza. Come succede al 56’: il numero 10 prende palla dal limite dell’area e calcia subito di destro. Palla fuori di poco. L’attaccante salentino è sugli scudi: regala dribbling, assist di tacco e giocate d’alta scuola assortite. Il punteggio, però, non cambia. Complice la giornata no di Cavani, un po’ per imprecisione, molto per egoismo. La squadra di Ballardini tira i remi in barca e rischia lasciando l’iniziativa a una Lazio spensierata ma pungente. Specie quando entra Zarate. Il folletto argentino, al 72’, sforna pane per le moviole. Sul lancio di Rocchi, elude il fuorigioco e si presenta a tu per tu con Amelia; il suo tiro di destro termina sul palo e poi "cammina" sulla linea di porta prima che il portiere rosanero lo fermi. Il pallone, quasi certamente, è entrato, ma il gol non è stato concesso. E’ Zarate lo spauracchio di tutto lo stadio: quando prende palla, semina la paura nell’intimorito pubblico palermitano. Ballardini, capendo le difficoltà dei suoi, chiama fuori Miccoli per inserire Guana. All’87’, è Migliaccio a scacciare la paura. Cross di Simplicio dalla sinistra, il centrocampista campano è bravissimo ad anticipare Diakité e a battere Carrizo di testa. 2-0 e partita agli archivi. Il risultato, volendo essere obiettivi, non è lo specchio di ciò che si è visto in campo. Ma a Zamparini, siamo sicuri, importerà poco.
 
 
Prossimo Incontro
Atalanta Palermo
Atalanta 37ª Giornata di ritorno
24.05.2008
ore 15:00
Palermo
 
 

 

 

 

 

 

 

Siena Palermo

Siena 1 - 0 Palermo
 
 
 
IL SIENA NON FA SCONTI, PALERMO K.O
Una prestazione “fantasma” allontana il Palermo dall’Europa. I rosanero perdono a Siena 1-0 al termine di una gara mal giocata dalla formazione di Ballardini. Performance priva di mordente, rabbia, determinazione e coraggio, risultato? Inesorabile sconfitta, con gol tra l’altro del palermitano Calaio. Un vero peccato, se si considera che la Roma ha pareggiato a Cagliari e quindi con una vittoria si sarebbe consumato il sorpasso ai danni della formazione giallorossa nella corsa Uefa. Adesso la Roma è lontana due punti, ma alla volata all’Europa si sono iscritte anche Cagliari e Udinese. Insomma tutto diviene più complesso. Al Palermo oggi è mancato soprattutto l’ordine di Liverani (assente per infortunio) e la vivacità di Miccoli. L’attaccante salentino si è reso pericoloso solo nella prima frazione di gara con un calcio di punizione, poi è uscito dal match. Evanescente invece Cavani, mai pericoloso nel corso della contesa. Il Siena, dal canto suo, è stato più abile ad imbastire la manovra e a colpire quando era il momento. Andiamo alla cronaca: al 5’ primo squillo della gara, lo suona il Palermo, punizione tagliente di Miccoli, devia Curci. All’11’ si fa male Tedesco, ed entra Bresciano. A centrocampo si registra più qualità. Il Siena non sembra affatto in vacanza e gioca con spigliatezza e determinazione. Al 16’ strepitosa azione di Simplicio, dopo un slalom “tombiano” la conclusione del brasiliano, deviata da Ficagna, termina sul fondo. Al 28’ segnalato un fuorigioco dubbio a Miccoli, i replay non fugano i dubbi sulla presunta posizione di offside del giocatore rosanero. La manovra del Palermo non è briosa, manca qualcosa, probabilmente l’inventiva di Liverani. Termina il primo tempo con il Cagliari in vantaggio sulla Roma, e rosanero in piena zona Uefa. Inizia la ripresa e al pronti via il Siena recrimina per un calcio di rigore non assegnato dall’arbitro Ciampi. In avanti il tandem Miccoli-Cavani non incide, mentre a centrocampo si pensa più ad anestetizzare gli attacchi senesi. Non è certamente una partita ricca di emozioni. Al 15’ però “doccia fredda” per i rosa, Zuniga penetra in area e serve su un piatto d’argento un pallone delizioso a Calaio, che da due passi mette dentro. Siena in vantaggio. Il duo Ballardini-Regno opta per un’altra sostituzione: fuori Guana, dentro Succi. Il Palermo gioca al “rallenty”, i toscani paradossalmente appaiono più motivati e creano più iniziativa rispetto alla squadra rosanero. Al 33’ altro cambio: fuori Nocerino, dentro Hernandez, gli attaccanti così diventano ben quattro. Al 37’ “arcobaleno” di Miccoli in area senese per Succi, che di testa anticipa Curci, palla che finisce di poco a lato, grande occasione per i rosa. Nel finale non succede più nulla, i toscani hanno la possibilità di arrotondare ma prima il palo e poi Amelia evitano il secondo gol. Finisce 1-0, il Siena non fa sconti e raggiunge la matematica salvezza, il Palermo torna a casa senza punti e con il rimpianto di avere assaporato l’Europa solo per alcuni minuti.

 
 
 

Palermo Cagliari


 


 

Palermo 5-1 Cagliari

 29'Migliaccio 38'Miccoli 48'Jeda 50'G.Tedesco 57'Cavani 87'Succi


 

 

[tedesco+gol.JPG]

Il Palermo annienta il Cagliari guadagnandosi la palma di terzo incomodo nella corsa alla Coppa Uefa. Adesso lo possiamo dire: Ballardini ha inventato, progettato e guidato una creatura praticamente perfetta. Non si può pensare diversamente, se Migliaccio si reinventa difensore centrale e sembra un veterano del ruolo; se Tedesco ogni qualvolta scende in campo dimostra che un allungamento del contratto di starebbe tutto; se Kjaer palesa una sicurezza che tanti giocatori esperti gli invidiano. E potremmo continuare a tessere le lodi di una squadra che oggi si trova a un punto della Roma. E che adesso sogna. Legittimamente.
Il Palermo inizia a spron battuto, sciorinando un grande possesso palla, che però, almeno nei primi minuti, non irretisce la formazione sarda. Il primo squillo della partita è rossoblu: all’8’ Lazzari si inserisce in area e lascia partire un gran sinistro che si infrange sul palo. Al 15’ è "Palermo-champagne". Balzaretti scambia con Miccoli, che gli restituisce il pallone con una rabona; il terzino, a tu per tu con Marchetti, tenta il colpo sotto anziché servire Simplicio tutto solo al centro e si divora un’occasione clamorosa. Il grande calcio è nuovamente di scena al "Barbera" al 20’. Miccoli taglia l’area, di sinistro crossa per l’accorrente Cavani che spara addosso a Marchetti. Sulla ribattutta, il destro di Simplicio viene contrato dal muro rossoblu. Un minuto dopo, grande sgroppata di Balzaretti sulla sinistra. Il traversone del numero 42 rosanero viene raccolto da Cavani, che colpisce prima Marchetti e poi il palo. Il Palermo dà spettacolo giocando in profondità e Miccoli ha l’argento vivo addosso. Al 28’ un’altra splendida incursione del Romario del Salento si conclude con la palla in corner. Allegri effettua la prima sostituzione: fuori l’infortunato Parola, dentro Jeda per una rivoluzione tattica. Stavolta è il momento giusto per un vantaggio meritatissimo. Sul traversone di Miccoli dalla bandierina, Migliaccio ci mette il piede e fredda Marchetti per il gol dell’1-0. Al 33’ succede l’imponderabile. Matheu stende Miccoli (che lo aveva saltato per l’ennesima volta) e Ballardini placca d’impeto il difensore argentino per rimproverarlo. Celi ammonisce il giocatore ed espelle l’allenatore romagnolo. Al 38’ uno straordinario Miccoli manda in visibilio lo stadio, siglando il suo primo gol stagionale su punizione con uno splendido collo-esterno destro sul quale Marchetti non ha potuto fare nulla, tranne che arrendersi. Ancora una manciata di secondi e l’attaccante rosanero fa girare la testa a Matheu (davvero inerme quando il numero 10 rosanero lo punta) e crossa al centro, dopo un paio di carambole la palla finisce sul sinistro di Simplicio che però non riesce a trovare il pertugio per il 3-0.
Il secondo tempo inizia con Pisano al posto dell’imbarazzante Matheu. La partita si riapre al 48’, quando Jeda sfrutta il cross dalla destra di Fini e di testa infilza Amelia. Nemmeno il tempo di riorganizzarsi che al 50’ è già 3-1: Simplicio imbecca Tedesco che è bravissimo a incunearsi tra i difensori centrali sardi e ad anticipare di testa Marchetti. Bello il gesto dopo il gol, con i rosanero che dedicano un pensiero a Carrozzieri, oggi in tribuna. Al 52’ Matri rischia di riaprire la partita facendo la barba al palo con un destro al volo in girata. Ma contro il Palermo di oggi c’è ben poco da fare. Specie se la fortuna si traveste di rosanero. Al 57’, dopo un’azione convulsa in area sarda, Astori rilancia sull’interno sinistro di Cavani e il pallone carambola in rete: 4-1. Al di là del punteggio, comunque, nei primi minuti della ripresa il Cagliari si è reso pericoloso, dimostrando che la sua attuale classifica non è frutto del caso. Al 63’ Tedesco, sostituito da Savini, si guadagna la standing ovation. Ballardini ridisegna la squadra, varando un 3-5-2 nel quale Balzaretti e Cassani fanno la spola tra difesa e centrocampo. Allegri risponde con Ragatzu al posto dell’impalpabile Acquafresca. Nel finale, Nocerino subentra a Simplicio e Succi a Liverani. Sembra quasi un disegno del destino, perché all’87’ i due nuovi entrati costruiscono il gol del 5-1. Nocerino rifinisce e Succi in diagonale batte ancora Marchetti. Che - e questo rimarca la forza del Palermo - oggi è stato impallinato da cinque marcatori diversi.

 

 

   

Milan Palermo

 
RIZZOLI E KAKA’, BINOMIO INFALLIBILE
Milan 3-0 Palermo
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Si chiude con una sconfitta la settimana “horribilis” del Palermo. I rosanero vengono sconfitti 3-0 dal Milan a San Siro, al termine di una gara dominata per larghi tratti dalla formazione rossonera. Il risultato certamente dà pienamente ragione alla squadra di Ancelotti, ma quasi decisivo sull’andamento del match il rigore (inesistente) assegnato da Rizzoli al Milan per un presunto contatto di Cassani su Ambrosini. I replay testimoniano che Rizzoli poteva tranquillamente sorvolare sull’episodio, invece assegna il penalty che, messo a segno da Kakà, indirizza il match sul binario rossonero. L’Europa dopo questa sconfitta rimane sempre a tre punti, ma l’occasione che si è presentata oggi a San Siro per il Palermo era più che ghiotta. I rosanero dopo l’1-0 non sono più entrati in partita, il secondo gol di Inzaghi ha poi abbattuto totalmente la squadra di Ballardini. Bocciati tutti i reparti, difesa troppo allegra, centrocampo inconsistente e attacco evanescente. Andiamo alla cronaca. Il Palermo parte con il piglio giusto, senza nessun timore reverenziale nei confronti del “diavolo” rossonero. L’arbitro Rizzoli però cambia immediatamente il copione, assegnando un calcio di rigore inesistente al Milan per un “fallo” di Cassani su Ambrosini. Kakà con freddezza batte Amelia e mette a segno il vantaggio. La partita è segnata e i rossoneri siglano anche il raddoppio con Inzaghi, abile a piazzare di testa in rete un cross chirurgico di Ambrosini. Il Palermo è stordito e fatica a reagire, i rossoneri giocano sul “velluto”. Al 32’ ci prova Miccoli, palla di poco a lato. I rosanero tentano di formattarsi e ricominciare, il Milan però amministra con sagacia. Nella ripresa entra Hernandez al posto di Nocerino, Ballardini quindi si affida al tridente come nel precedente match giocato a San Siro contro l’Inter (Miccoli, Cavani, Succi, ndr). Inizia subito male il secondo tempo, Bovo già ammonito commette fallo su Kakà, giallo per lui e il difensore va sotto la doccia in anticipo. Al 10’ sulla gara cala il sipario, Balzaretti trattiene in area Kakà, il brasiliano accentua la caduta e Rizzoli assegna il secondo rigore ai rossoneri. Dagli undici metri Kakà non fallisce e sigla il 3-0. Da registrare l’esordio di Ujkani che prende il posto di Amelia, lievemente acciaccato. Il Palermo non gioca più, mentre il Milan fallisce in alcune circostanze il gol del poker.

Palermo Bologna

Palermo 4 - 1 Bologna
RETI: 5' Belleri (aut); 44' Kjaer; 64' Succi; 85' Di Vaio; 92' Cavani
 
 
 
Palermo-Bologna: Una favola rosanero
Il Palermo giocava per l’Europa senza tanti uomini chiave. Ma in campo le assenze non si sono sentite affatto. I rosanero hanno schiantato il Bologna sul piano del risultato ma soprattutto del gioco. Per lunghi tratti sembrava che gli uomini di Ballardini scherzassero gli avversari: la differenza di valori era troppa, quasi impietosa. Il tecnico ravvennate, costretto a inventare la formazione, sceglie la difesa a tre, alzando Cassani e Balzaretti a centrocampo e proponendo Tedesco, oggi capitano, nelle inedite vesti di Simplicio. In avanti Cavani e Succi. Papadopulo, da par suo, disegna un Bologna abbastanza coperto, che comunque nei primi minuti cerca di giocarsela pressando alto. Al 6’, però, il Palermo è già in vantaggio. L’azione ha del grottesco, quasi a suggellare i momenti opposti delle due squadre. Cavani va in pressing altissimo su Terzi, che rinvia male; sul pallone si avventa Tedesco che di prima intenzione cerca Succi in area, ma Belleri ci mette il piede e "inventa" un pallonetto che scavalca Colombo. Al 10’, Cavani è ancora pericoloso: uno contro uno con Terzi, l’uruguaiano lo salta e spara col destro da posizione defilata. Palla sull’esterno della rete. In campo c’è solo il Palermo con un Liverani sugli scudi, alla faccia della tendinite. Di certo, gli ospiti sbagliano a lasciare tanta libertà al capitano rosanero. Al 24’ sale in cattedra Succi, che dai 20 metri lascia partire un gran destro che il portiere rossoblu devia miracolosamente sulla traversa. Nel Bologna c’è soprattutto un giocatore da tenere d’occhio, Di Vaio. Il vicecapocannoniere del campionato suona le trombe al 35’: gran destro da fuori area, sul quale Amelia deve superarsi. Tra il 38’ e il 40’ i rosa sfiorano il 2-0, prima con un tiro dell’ottimo Succi ben parato da Colombo, poi con Balzaretti, che si incunea in area sullo splendido invito di Liverani ma perde l’attimo per calciare. L’appuntamento con il secondo gol è rinviato solo di qualche minuto, precisamente al 44’, quando la rete giunge ancora in modo "comico". Sugli sviluppi di un angolo, il pallone si impenna prima di carambolare su Kjaer e finire in porta. 2-0 e terzo gol stagionale per il danese.
Nel Bologna del primo tempo qualcosa non ha funzionato e Papadopulo inizia la ripresa con Osvaldo e Marchini al posto dei mediocri Marazzina e Belleri. Zenoni si abbassa sulla linea dei difensori. Il leit motiv della partita, almeno nei primi minuti, non sembra comunque cambiare, se Succi ha tutto il tempo di far scorrere il pallone per il generosissimo Tedesco che attenta nuovamente alla porta di Colombo. Gli emiliani non sono in grado di arginare le veloci folate offensive del Palermo, che al 53’ va a un nonnulla dal 3-0 sempre con il superlativo Giovanni Tedesco. Standing ovation per lui al 57’, quando gli subentra Hernandez. Un minuto dopo Papadopulo toglie Amoroso e inserisce Adailton. Entrambe le squadre, dunque, giocano con tre punte: avvisaglie di grande spettacolo al "Barbera". Sentori confermati al 60’, quando il sussulto - pericolosissimo - è dalle parti di Amelia, ma il numero 1 rosanero risponde da campione all’indiavolato Marchini. Ma oggi è una favola in rosa e in nero. Migliaccio tampona ovunque, Balzaretti è il solito "pendolare" della fascia sinistra, Kjaer agisce da veterano e Cavani lancia folgori di grande, grandissimo calcio. Ma ogni giocatore del Palermo meriterebbe una menzione speciale. Al 63’ Liverani segue lo scatto di Cassani che di testa appoggia al centro per Succi che non può sbagliare: 3-0 e match agli archivi. L’attaccante, bolognese di nascita, abbandona il rettangolo verde qualche secondo più tardi in favore di Savini, per un atteggiamento più guardingo dei padroni di casa e - mai come oggi - anche del campo. Al 73’ c’è il tempo per il debutto - finalmente, diremmo - di Morganella, che sostituisce l’acciaccato Carrozzieri e sfodera una buona corsa sulla destra. Gli ultimi minuti consegnano delle chicche da raccontare: il talento di Hernandez (che tra tanti numeri ha fatto espellere Volpi per doppa ammonizione), l’entusiamo di tutti i ragazzini terribili di Ballardini (bravissimo anche Morganella) e il ventesimo sigillo di Di Vaio all’84’, che raggiunge Ibrahimovic in vetta alla classifica cannonieri. E al 92’ il tredicesimo gol di Cavani, che sfrutta un impeccabile assist di un altrettanto impeccabile Hernandez.