Carmelo's profileUN PALERMO SBALORDITIVOPhotosBlogListsMore Tools Help

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    Palermo Lazio

     



    Palermo 2-0 Lazio
    6' Miccoli
    87' Migliaccio
     
     
     
     
    Il Palermo è in formazione tipo. Miccoli, recuperato in extremis, mantiene il suo posto in attacco; ribaltone a centrocampo, dove per scelta tecnica rimane fuori Nocerino a beneficio di Migliaccio. La Lazio, senza più nulla da chiedere al campionato, lascia fuori i big, Zarate in primis. Grande colpo d’occhio in un "Barbera" stracolmo di tifosi rosanero, tutti macchinisti del treno che porta all’Europa. Quell’Europa ancora a portata di mano, grazie alla fortuna e probabilmente a qualche svista arbitrale. Il Palermo, oggi, è stato titubante anche nel suo fortino, dove di solito fa a polpette gli avversari. Ad ogni modo, un gol in apertura e uno in chiusura hanno permesso di rintuzzare le velleità di una Lazio per nulla in vacanza.
    La giornata è subito propizia al Palermo. Al 5’ minuto funziona benissimo l’asse centrale: Liverani serve Simplicio, che accende la luce aprendo uno splendido corridoio per Miccoli. L’attaccante salentino viene atterrato da Kolarov - ammonito nell’occasione - e Russo concede il rigore. E’ lo stesso Miccoli a trasformare, eguagliando il proprio record personale di dodici gol in campionato. Curiosa l’esultanza del vicecapocannoniere della squadra, che ha indossato la maschera del wrestler Rey Mysterio. La partita, dopo, scorre sui binari della tranquillità. Nel Palermo Simplicio si muove bene tra le linee avversarie, offrendo ai compagni buone tracce di passaggio. Liverani e Balzaretti duettano bene a sinistra, con il primo che funge da arco, il secondo da freccia. La Lazio, comunque, non sta a guardare e prova qualche veloce folata offensiva in contropiede che non mette in apprensione Amelia. Per annotare un’azione pericolosa sul nostro taccuino, bisogna aspettare il 24’, quando Cassani lascia partire un gran destro dal limite dell’area che si spegne non lontano dalla porta di Carrizo. Al 31’ il primo squillo laziale con Diakité, che sugli sviluppi di un angolo battuto da Kolarov fallisce la facile occasione del pareggio. Qualche secondo dopo, applausi a scena aperta per Mendicino, che si invola verso la porta dopo uno scivolone di Liverani; il giovane attaccante di Delio Rossi si ferma accorgendosi dell’infortunio occorso al regista rosanero, costretto ad abbandonare il campo in favore di Nocerino. Con l’uscita del capitano, il Palermo perde la trebisonda e lascia qualche spazio di troppo, che comunque la Lazio sembra quasi non voler sfruttare per non rovinare la festa rosanero. Alla fine del primo tempo, unico assente (ingiustificato) Cavani, mai entrato in partita.
    La ripresa inizia con le redini del gioco sorprendentemente nelle mani della Lazio. Il Palermo vive sugli spunti di Miccoli, che si allarga spesso a sinistra per puntare l’uomo. O, meglio, scaglia degli splendidi tiri dalla distanza. Come succede al 56’: il numero 10 prende palla dal limite dell’area e calcia subito di destro. Palla fuori di poco. L’attaccante salentino è sugli scudi: regala dribbling, assist di tacco e giocate d’alta scuola assortite. Il punteggio, però, non cambia. Complice la giornata no di Cavani, un po’ per imprecisione, molto per egoismo. La squadra di Ballardini tira i remi in barca e rischia lasciando l’iniziativa a una Lazio spensierata ma pungente. Specie quando entra Zarate. Il folletto argentino, al 72’, sforna pane per le moviole. Sul lancio di Rocchi, elude il fuorigioco e si presenta a tu per tu con Amelia; il suo tiro di destro termina sul palo e poi "cammina" sulla linea di porta prima che il portiere rosanero lo fermi. Il pallone, quasi certamente, è entrato, ma il gol non è stato concesso. E’ Zarate lo spauracchio di tutto lo stadio: quando prende palla, semina la paura nell’intimorito pubblico palermitano. Ballardini, capendo le difficoltà dei suoi, chiama fuori Miccoli per inserire Guana. All’87’, è Migliaccio a scacciare la paura. Cross di Simplicio dalla sinistra, il centrocampista campano è bravissimo ad anticipare Diakité e a battere Carrizo di testa. 2-0 e partita agli archivi. Il risultato, volendo essere obiettivi, non è lo specchio di ciò che si è visto in campo. Ma a Zamparini, siamo sicuri, importerà poco.
     
     
    Prossimo Incontro
    Atalanta Palermo
    Atalanta 37ª Giornata di ritorno
    24.05.2008
    ore 15:00
    Palermo
     
     

     

     

     

     

     

     

    Siena Palermo

    Siena 1 - 0 Palermo
     
     
     
    IL SIENA NON FA SCONTI, PALERMO K.O
    Una prestazione “fantasma” allontana il Palermo dall’Europa. I rosanero perdono a Siena 1-0 al termine di una gara mal giocata dalla formazione di Ballardini. Performance priva di mordente, rabbia, determinazione e coraggio, risultato? Inesorabile sconfitta, con gol tra l’altro del palermitano Calaio. Un vero peccato, se si considera che la Roma ha pareggiato a Cagliari e quindi con una vittoria si sarebbe consumato il sorpasso ai danni della formazione giallorossa nella corsa Uefa. Adesso la Roma è lontana due punti, ma alla volata all’Europa si sono iscritte anche Cagliari e Udinese. Insomma tutto diviene più complesso. Al Palermo oggi è mancato soprattutto l’ordine di Liverani (assente per infortunio) e la vivacità di Miccoli. L’attaccante salentino si è reso pericoloso solo nella prima frazione di gara con un calcio di punizione, poi è uscito dal match. Evanescente invece Cavani, mai pericoloso nel corso della contesa. Il Siena, dal canto suo, è stato più abile ad imbastire la manovra e a colpire quando era il momento. Andiamo alla cronaca: al 5’ primo squillo della gara, lo suona il Palermo, punizione tagliente di Miccoli, devia Curci. All’11’ si fa male Tedesco, ed entra Bresciano. A centrocampo si registra più qualità. Il Siena non sembra affatto in vacanza e gioca con spigliatezza e determinazione. Al 16’ strepitosa azione di Simplicio, dopo un slalom “tombiano” la conclusione del brasiliano, deviata da Ficagna, termina sul fondo. Al 28’ segnalato un fuorigioco dubbio a Miccoli, i replay non fugano i dubbi sulla presunta posizione di offside del giocatore rosanero. La manovra del Palermo non è briosa, manca qualcosa, probabilmente l’inventiva di Liverani. Termina il primo tempo con il Cagliari in vantaggio sulla Roma, e rosanero in piena zona Uefa. Inizia la ripresa e al pronti via il Siena recrimina per un calcio di rigore non assegnato dall’arbitro Ciampi. In avanti il tandem Miccoli-Cavani non incide, mentre a centrocampo si pensa più ad anestetizzare gli attacchi senesi. Non è certamente una partita ricca di emozioni. Al 15’ però “doccia fredda” per i rosa, Zuniga penetra in area e serve su un piatto d’argento un pallone delizioso a Calaio, che da due passi mette dentro. Siena in vantaggio. Il duo Ballardini-Regno opta per un’altra sostituzione: fuori Guana, dentro Succi. Il Palermo gioca al “rallenty”, i toscani paradossalmente appaiono più motivati e creano più iniziativa rispetto alla squadra rosanero. Al 33’ altro cambio: fuori Nocerino, dentro Hernandez, gli attaccanti così diventano ben quattro. Al 37’ “arcobaleno” di Miccoli in area senese per Succi, che di testa anticipa Curci, palla che finisce di poco a lato, grande occasione per i rosa. Nel finale non succede più nulla, i toscani hanno la possibilità di arrotondare ma prima il palo e poi Amelia evitano il secondo gol. Finisce 1-0, il Siena non fa sconti e raggiunge la matematica salvezza, il Palermo torna a casa senza punti e con il rimpianto di avere assaporato l’Europa solo per alcuni minuti.

     
     
     

    Palermo Cagliari


     


     

    Palermo 5-1 Cagliari

     29'Migliaccio 38'Miccoli 48'Jeda 50'G.Tedesco 57'Cavani 87'Succi


     

     

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    Il Palermo annienta il Cagliari guadagnandosi la palma di terzo incomodo nella corsa alla Coppa Uefa. Adesso lo possiamo dire: Ballardini ha inventato, progettato e guidato una creatura praticamente perfetta. Non si può pensare diversamente, se Migliaccio si reinventa difensore centrale e sembra un veterano del ruolo; se Tedesco ogni qualvolta scende in campo dimostra che un allungamento del contratto di starebbe tutto; se Kjaer palesa una sicurezza che tanti giocatori esperti gli invidiano. E potremmo continuare a tessere le lodi di una squadra che oggi si trova a un punto della Roma. E che adesso sogna. Legittimamente.
    Il Palermo inizia a spron battuto, sciorinando un grande possesso palla, che però, almeno nei primi minuti, non irretisce la formazione sarda. Il primo squillo della partita è rossoblu: all’8’ Lazzari si inserisce in area e lascia partire un gran sinistro che si infrange sul palo. Al 15’ è "Palermo-champagne". Balzaretti scambia con Miccoli, che gli restituisce il pallone con una rabona; il terzino, a tu per tu con Marchetti, tenta il colpo sotto anziché servire Simplicio tutto solo al centro e si divora un’occasione clamorosa. Il grande calcio è nuovamente di scena al "Barbera" al 20’. Miccoli taglia l’area, di sinistro crossa per l’accorrente Cavani che spara addosso a Marchetti. Sulla ribattutta, il destro di Simplicio viene contrato dal muro rossoblu. Un minuto dopo, grande sgroppata di Balzaretti sulla sinistra. Il traversone del numero 42 rosanero viene raccolto da Cavani, che colpisce prima Marchetti e poi il palo. Il Palermo dà spettacolo giocando in profondità e Miccoli ha l’argento vivo addosso. Al 28’ un’altra splendida incursione del Romario del Salento si conclude con la palla in corner. Allegri effettua la prima sostituzione: fuori l’infortunato Parola, dentro Jeda per una rivoluzione tattica. Stavolta è il momento giusto per un vantaggio meritatissimo. Sul traversone di Miccoli dalla bandierina, Migliaccio ci mette il piede e fredda Marchetti per il gol dell’1-0. Al 33’ succede l’imponderabile. Matheu stende Miccoli (che lo aveva saltato per l’ennesima volta) e Ballardini placca d’impeto il difensore argentino per rimproverarlo. Celi ammonisce il giocatore ed espelle l’allenatore romagnolo. Al 38’ uno straordinario Miccoli manda in visibilio lo stadio, siglando il suo primo gol stagionale su punizione con uno splendido collo-esterno destro sul quale Marchetti non ha potuto fare nulla, tranne che arrendersi. Ancora una manciata di secondi e l’attaccante rosanero fa girare la testa a Matheu (davvero inerme quando il numero 10 rosanero lo punta) e crossa al centro, dopo un paio di carambole la palla finisce sul sinistro di Simplicio che però non riesce a trovare il pertugio per il 3-0.
    Il secondo tempo inizia con Pisano al posto dell’imbarazzante Matheu. La partita si riapre al 48’, quando Jeda sfrutta il cross dalla destra di Fini e di testa infilza Amelia. Nemmeno il tempo di riorganizzarsi che al 50’ è già 3-1: Simplicio imbecca Tedesco che è bravissimo a incunearsi tra i difensori centrali sardi e ad anticipare di testa Marchetti. Bello il gesto dopo il gol, con i rosanero che dedicano un pensiero a Carrozzieri, oggi in tribuna. Al 52’ Matri rischia di riaprire la partita facendo la barba al palo con un destro al volo in girata. Ma contro il Palermo di oggi c’è ben poco da fare. Specie se la fortuna si traveste di rosanero. Al 57’, dopo un’azione convulsa in area sarda, Astori rilancia sull’interno sinistro di Cavani e il pallone carambola in rete: 4-1. Al di là del punteggio, comunque, nei primi minuti della ripresa il Cagliari si è reso pericoloso, dimostrando che la sua attuale classifica non è frutto del caso. Al 63’ Tedesco, sostituito da Savini, si guadagna la standing ovation. Ballardini ridisegna la squadra, varando un 3-5-2 nel quale Balzaretti e Cassani fanno la spola tra difesa e centrocampo. Allegri risponde con Ragatzu al posto dell’impalpabile Acquafresca. Nel finale, Nocerino subentra a Simplicio e Succi a Liverani. Sembra quasi un disegno del destino, perché all’87’ i due nuovi entrati costruiscono il gol del 5-1. Nocerino rifinisce e Succi in diagonale batte ancora Marchetti. Che - e questo rimarca la forza del Palermo - oggi è stato impallinato da cinque marcatori diversi.

     

     

       

    Milan Palermo

     
    RIZZOLI E KAKA’, BINOMIO INFALLIBILE
    Milan 3-0 Palermo
    IL PROTAGONISTA[20090227_143035_3C28F9E0_medium.jpg] 
    Si chiude con una sconfitta la settimana “horribilis” del Palermo. I rosanero vengono sconfitti 3-0 dal Milan a San Siro, al termine di una gara dominata per larghi tratti dalla formazione rossonera. Il risultato certamente dà pienamente ragione alla squadra di Ancelotti, ma quasi decisivo sull’andamento del match il rigore (inesistente) assegnato da Rizzoli al Milan per un presunto contatto di Cassani su Ambrosini. I replay testimoniano che Rizzoli poteva tranquillamente sorvolare sull’episodio, invece assegna il penalty che, messo a segno da Kakà, indirizza il match sul binario rossonero. L’Europa dopo questa sconfitta rimane sempre a tre punti, ma l’occasione che si è presentata oggi a San Siro per il Palermo era più che ghiotta. I rosanero dopo l’1-0 non sono più entrati in partita, il secondo gol di Inzaghi ha poi abbattuto totalmente la squadra di Ballardini. Bocciati tutti i reparti, difesa troppo allegra, centrocampo inconsistente e attacco evanescente. Andiamo alla cronaca. Il Palermo parte con il piglio giusto, senza nessun timore reverenziale nei confronti del “diavolo” rossonero. L’arbitro Rizzoli però cambia immediatamente il copione, assegnando un calcio di rigore inesistente al Milan per un “fallo” di Cassani su Ambrosini. Kakà con freddezza batte Amelia e mette a segno il vantaggio. La partita è segnata e i rossoneri siglano anche il raddoppio con Inzaghi, abile a piazzare di testa in rete un cross chirurgico di Ambrosini. Il Palermo è stordito e fatica a reagire, i rossoneri giocano sul “velluto”. Al 32’ ci prova Miccoli, palla di poco a lato. I rosanero tentano di formattarsi e ricominciare, il Milan però amministra con sagacia. Nella ripresa entra Hernandez al posto di Nocerino, Ballardini quindi si affida al tridente come nel precedente match giocato a San Siro contro l’Inter (Miccoli, Cavani, Succi, ndr). Inizia subito male il secondo tempo, Bovo già ammonito commette fallo su Kakà, giallo per lui e il difensore va sotto la doccia in anticipo. Al 10’ sulla gara cala il sipario, Balzaretti trattiene in area Kakà, il brasiliano accentua la caduta e Rizzoli assegna il secondo rigore ai rossoneri. Dagli undici metri Kakà non fallisce e sigla il 3-0. Da registrare l’esordio di Ujkani che prende il posto di Amelia, lievemente acciaccato. Il Palermo non gioca più, mentre il Milan fallisce in alcune circostanze il gol del poker.

    Palermo Bologna

    Palermo 4 - 1 Bologna
    RETI: 5' Belleri (aut); 44' Kjaer; 64' Succi; 85' Di Vaio; 92' Cavani
     
     
     
    Palermo-Bologna: Una favola rosanero
    Il Palermo giocava per l’Europa senza tanti uomini chiave. Ma in campo le assenze non si sono sentite affatto. I rosanero hanno schiantato il Bologna sul piano del risultato ma soprattutto del gioco. Per lunghi tratti sembrava che gli uomini di Ballardini scherzassero gli avversari: la differenza di valori era troppa, quasi impietosa. Il tecnico ravvennate, costretto a inventare la formazione, sceglie la difesa a tre, alzando Cassani e Balzaretti a centrocampo e proponendo Tedesco, oggi capitano, nelle inedite vesti di Simplicio. In avanti Cavani e Succi. Papadopulo, da par suo, disegna un Bologna abbastanza coperto, che comunque nei primi minuti cerca di giocarsela pressando alto. Al 6’, però, il Palermo è già in vantaggio. L’azione ha del grottesco, quasi a suggellare i momenti opposti delle due squadre. Cavani va in pressing altissimo su Terzi, che rinvia male; sul pallone si avventa Tedesco che di prima intenzione cerca Succi in area, ma Belleri ci mette il piede e "inventa" un pallonetto che scavalca Colombo. Al 10’, Cavani è ancora pericoloso: uno contro uno con Terzi, l’uruguaiano lo salta e spara col destro da posizione defilata. Palla sull’esterno della rete. In campo c’è solo il Palermo con un Liverani sugli scudi, alla faccia della tendinite. Di certo, gli ospiti sbagliano a lasciare tanta libertà al capitano rosanero. Al 24’ sale in cattedra Succi, che dai 20 metri lascia partire un gran destro che il portiere rossoblu devia miracolosamente sulla traversa. Nel Bologna c’è soprattutto un giocatore da tenere d’occhio, Di Vaio. Il vicecapocannoniere del campionato suona le trombe al 35’: gran destro da fuori area, sul quale Amelia deve superarsi. Tra il 38’ e il 40’ i rosa sfiorano il 2-0, prima con un tiro dell’ottimo Succi ben parato da Colombo, poi con Balzaretti, che si incunea in area sullo splendido invito di Liverani ma perde l’attimo per calciare. L’appuntamento con il secondo gol è rinviato solo di qualche minuto, precisamente al 44’, quando la rete giunge ancora in modo "comico". Sugli sviluppi di un angolo, il pallone si impenna prima di carambolare su Kjaer e finire in porta. 2-0 e terzo gol stagionale per il danese.
    Nel Bologna del primo tempo qualcosa non ha funzionato e Papadopulo inizia la ripresa con Osvaldo e Marchini al posto dei mediocri Marazzina e Belleri. Zenoni si abbassa sulla linea dei difensori. Il leit motiv della partita, almeno nei primi minuti, non sembra comunque cambiare, se Succi ha tutto il tempo di far scorrere il pallone per il generosissimo Tedesco che attenta nuovamente alla porta di Colombo. Gli emiliani non sono in grado di arginare le veloci folate offensive del Palermo, che al 53’ va a un nonnulla dal 3-0 sempre con il superlativo Giovanni Tedesco. Standing ovation per lui al 57’, quando gli subentra Hernandez. Un minuto dopo Papadopulo toglie Amoroso e inserisce Adailton. Entrambe le squadre, dunque, giocano con tre punte: avvisaglie di grande spettacolo al "Barbera". Sentori confermati al 60’, quando il sussulto - pericolosissimo - è dalle parti di Amelia, ma il numero 1 rosanero risponde da campione all’indiavolato Marchini. Ma oggi è una favola in rosa e in nero. Migliaccio tampona ovunque, Balzaretti è il solito "pendolare" della fascia sinistra, Kjaer agisce da veterano e Cavani lancia folgori di grande, grandissimo calcio. Ma ogni giocatore del Palermo meriterebbe una menzione speciale. Al 63’ Liverani segue lo scatto di Cassani che di testa appoggia al centro per Succi che non può sbagliare: 3-0 e match agli archivi. L’attaccante, bolognese di nascita, abbandona il rettangolo verde qualche secondo più tardi in favore di Savini, per un atteggiamento più guardingo dei padroni di casa e - mai come oggi - anche del campo. Al 73’ c’è il tempo per il debutto - finalmente, diremmo - di Morganella, che sostituisce l’acciaccato Carrozzieri e sfodera una buona corsa sulla destra. Gli ultimi minuti consegnano delle chicche da raccontare: il talento di Hernandez (che tra tanti numeri ha fatto espellere Volpi per doppa ammonizione), l’entusiamo di tutti i ragazzini terribili di Ballardini (bravissimo anche Morganella) e il ventesimo sigillo di Di Vaio all’84’, che raggiunge Ibrahimovic in vetta alla classifica cannonieri. E al 92’ il tredicesimo gol di Cavani, che sfrutta un impeccabile assist di un altrettanto impeccabile Hernandez.
      

        

    Inter Palermo

    Inter 2 - 2 Palermo
     
     
     
    PAZZO PALERMO, 2-2 A SAN SIRO
    Se non è un’impresa, ci siamo quasi. Il Palermo pareggia 2-2 a San Siro contro l’Inter, al termine di una gara strana, giocata solo a metà dai rosanero. Dal 2-0 per i nerazzurri a un improvviso 2-2 che taglia le ali alla formazione di Mourinho. Proprio pazza questa Inter, ma ancora più folle questo Palermo, che si permette di non giocare un tempo e attaccare la banda di Mourinho solo nella ripresa. Incredibile davvero, fino al 28’ della ripresa, in pochi avrebbero scommesso un euro sul pari dei rosa, poi tutto, improvvisamente, drasticamente, e clamorosamente è cambiato, sale in cattedra Cavani che mette a segno il 2-1 e poi Succi, subentrato a Nocerino, che sigla il 2-2. Azzeccata quindi la mossa di Ballardini di schierare il tridente a metà ripresa. Una Pasqua quindi serena per la formazione rosa, che ferma l’Inter e accorcia le distanze dalla Roma, sesta in classifica, adesso i punti di ritardo verso la compagine giallorossa sono tre, insomma si avvicina anche l’Europa. Bravo allora il Palermo che ci ha creduto fino in fondo e si porta a casa un punto piuttosto prestigioso. Andiamo alla cronaca del match. Il Palermo aggredisce immediatamente i nerazzurri con un pressing spesso efficace. Al 10’ però grande occasione per l’Inter, Ibrahimovic è solo davanti ad Amelia, prova il pallonetto ma la palla si perde a lato. al 15’ però la formazione di Mourinho passa: cross di Muntari al centro, Carrozzieri rimane immobile e Balotelli di testa “fredda” Amelia, 1-0. I nerazzurri dominano e nel giro di due minuti vanno vicini al raddoppio, prima con un pallonetto di poco alto di Balotelli, poi con un destro di Ibra deviato da Amelia. Il Palermo non pressa più e lascia le redini della gara all’Inter. Al 25’ altra tegola per i rosa, Liverani si fa male e lascia il posto a Bovo, Ballardini quindi cambia modulo, difesa a tre con Cassani e Balzaretti avanzati a centrocampo. Il raddoppio dell’Inter arriva su rigore al 38’ con Ibrahimovic, per un fallo di Kjaer sullo stesso svedese. Penalty quasi inesistente, ma in precedenza Russo aveva sorvolato su un netto fallo in area rosanero di Migliaccio su Muntari. Nerazzurri troppo forti, ma il Palermo ha anticipato il mini-ponte Pasquale, rinunciando a giocare. Nella ripresa ci prova subito Miccoli, la sua conclusione però è fiacca e “telefonata”, intuita facilmente da Toldo. Nocerino si fa male ed entra Succi, Palermo quindi con il tridente. Alla squadra di Ballardini mancano le idee, in avanti Miccoli e Cavani non incidono sbattendo continuamente contro il muro nerazzurro. Il Palermo però rispetto al primo tempo appare più reattivo, prima ci prova Bresciano con una volee di sinistro, Al 26’ nitida occasione, Cavani fa esplodere un insidioso destro dal limite, ma Toldo non fa rimpiangere Julio Cesar e salva alzando sopra il montante. Dopo due minuti arriva il gol rosanero, Simplicio serve Cavani che da due passi da Toldo lo batte con un diagonale. Cambia il match, e dopo due minuti torna come prima, ossia in parità: Bresciano taglia per Miccoli che al volo serve Succi, l’ex ravennate di prima con il destro anticipa Toldo e mette in rete, clamoroso 2-2. I rosa giocando solo un tempo affondano l’Inter e rischiano di mandarla all’inferno al 44’ con un sinistro velenoso di Miccoli che si spegne di poco a lato. Finisce 2-2, cara Inter tu sei pazza, ma questo Palermo è ancora più folle.
     

    Palermo Torino

     
    Palermo 1 - Torino 0 
     
      
     
     
     
    Adesso lasciateci sognare. Possono urlarlo a gran voce i giocatori del Palermo, che hanno matato il Toro. Una vittoria ottenuta con il minimo sforzo. Anche perché non occorreva profondere chissà quali energie per piegare una squadra che, diciamocelo, è ben poca cosa. Come aveva lasciato intendere in conferenza stampa alla vigilia, Ballardini non dà fiducia a Morganella, che "deve ancora crescere". Balzaretti fa dunque un sacrificio e occupa la fascia destra; Savini staziona dall’altra parte. Camolese opta per un grosso rimpasto e schiera il Torino con tre difensori e cinque centrocampisti, con Diana a fare il centrale accanto a Corini e Dzemaili. I granata, bloccati dalla paura, difendono bassi e lasciano l’iniziativa nelle mani del Palermo. Liverani gode di ampia libertà e ha il tempo di orchestrare con calma il gioco. I rosanero, però, producono soltanto qualche conclusione dal limite con Cavani che spara alto. Al 10’ l’uruguiano ha una buona occasione dal limite dell’area ma strozza il pallone colpito di sinistro e lo manda di poco fuori. E’ sempre lui a creare panico. Lo fa ancora al 15’, quando raccoglie il lancio di Liverani, affronta Franceschini nell’uno contro uno, lo salta ma chiude troppo il sinistro e conclude male. Al 25’ si rifà sotto il matador, che cicca il pallone a un paio di metri da Sereni. La partita continua sugli stessi binari: il Palermo domina, pur senza imprimere il suo solito ritmo, mentre il Torino sonnecchia, anche perché la difesa rosanero regge bene con un Kjaer sugli scudi. Carrozzieri, da par suo, rimedia l’ammonizione per un fallo a metà campo su Stellone. La partita non decolla a causa soprattutto dell’atteggiamento guardingo degli ospiti. E allora ci prova Liverani ad accendere la luce, con una punizione dal limite al 35’ che si spegne non lontano dall’incrocio dei pali. In chiusura di primo tempo, la squadra di Ballardini spinge sull’acceleratore, ma a mancare è la spinta di Balzaretti, che a destra non è incisivo. Al 41’ si affaccia in avanti Migliaccio, che calcia alto da una ventina di metri. Due minuti più tardi, arriva la prima conclusione del Torino: merito di Abate, che supera Savini in dribbling e lascia partire un sinistro ben parato da Amelia.
    La ripresa comincia con Gasbarroni al posto di Rosina. L’ex rosanero, uno dei tanti della gara, ha il doppio compito di innescare Stellone e di infastidire Liverani. La gara sembra voler camminare ancora in direzione di uno scialbo 0-0, ma al 51’ il Palermo trova il vantaggio come raramente ci era riuscito quest’anno: cross dalla destra di Simplicio e Cavani, da autentica boa, anticipa Franceschini e di testa batte Sereni. Pochi minuti dopo c’è spazio per gli applausi. Quelli che lo straordinario pubblico del "Barbera" riserva a Eugenio Corini, sostituito da Ventola. L’ex capitano oggi non ha lasciato il segno in campo, ma in tanti anni lo ha lasciato nel cuore dei tifosi rosanero. Il neo-entrato Ventola non fa complimenti e punge subito (ma si oscurerà col passare dei minuti, un po’ come tutto il Torino). Al 58’ tenta l’eurogol di tacco ma Amelia è bravissimo a bloccare la sua conclusione ravvicinata. Il Toro non ha più nulla da difendere ma, almeno oggi, si dimostra una squadra senza mordente. Non c’è pressione sui portatori di palla del Palermo e in avanti e sono pochi gli uomini che appoggiano l’inesistente manovra offensiva. Camolese non può ulteriormente cambiare faccia alla sua squadra, perché Franceschini ha una ferita all’arcata sopraccigliare che lo mette ko; al suo posto Di Loreto. All’80’ Cavani - ottima la sua prestazione - fa spazio a Mchedlidze. All’88’ gli ospiti vanno vicinissimi al colpo gobbo: punizione dai 20 metri di Dzemaili, che centra in pieno il palo alla destra di Amelia. Non è giornata per il Torino - che comunque non ha fatto nulla di trascendentale per meritarsi la fortuna - lo è per il Palermo, che porta a casa il massimo con il minimo sforzo. Nel finale c’è anche il tempo per la dodicesima apparizione stagionale di Tedesco, subentrato a Simplicio.
      
    AMELIA 6,5: Partita tranquilla, normale amministrazione.
    KJAER; 6,5 Gestisce sempre con attenzione la palla e come al solito non è tipo da fronzoli ma solo tutta efficacia, si conferma qualora ce ne fosse ancora bisogno il migliore elemento della nostra difesa.
    CARROZZIERI: 5- A mio parere conferma tutte le sue incertezze e scarso rendimento nonché condizione e determinazione che stanno diventando il segno distintivo di tutto il girone di ritorno di Moris. Non le becca più nemmeno di testa, spesso lezioso o superficiale negli interventi, rimedia l’ennesimo giallo per fallo tattico nella prima frazione e nella seconda un paio di volte nel momento migliore del toro, regala pericolosamente palla agli avversari per eccesso di sufficienza.
    SAVINI: 6 Dovrebbe sostituire Cassani , che però a destra è sostituito da Balzaretti, e nel lato di Balzaretti ( a sin) specie nel primo tempo si fa apprezzare per qualche buona palla messa in mezzo e un buon senso tattico, resta comunque a mio parere una seconda scelta rispetto a chi lo precede nelle gerarchie del ruolo.
    BALZARETTI: 6,5 Solito compendio di sostanza e ed energia vitale. Non si scompone nemmeno di fronte ai guai della sua squadra del cuore, per lui gli avversari sono solo avversari e si conferma un perno irrinunciabile dello scacchiere rosanero.
    NOCERINO: 6- Parte molto bene e gioca con molta voglia la prima frazione, nella ripresa però torna incerto e approssimativo come molte volte in precedenza, comunque sia oggi generalmente non demerita.
    SIMPLICIO: 6- Oggi Simplicio cosi come Miccoli pare meno nel vivo del gioco, si vede un po’ di più nella ripresa dove gestisce molti più palloni e prova qualche assist importante.
    MIGLIACCIO:6+ Fa la sua partita da “cagnaccio” quale deve essere per caratteristiche. Di testa vince sempre e comunque ogni duello, e tiene alta la tensione agonistica fino al fischio finale di De Marco.
    LIVERANI: 6,5 Volenti o no è il faro del gioco del Palermo e i compagni senz’altro gli delegano la maggior parte delle soluzioni creative di gioco. Oggi fa il suo, tiene bene palla ed esce spesso pulito o prendendo fallo, da situazioni rischiose o comunque intricate, di fatto tiene su la squadra quando deve.
    CAVANI 6,5: mezzo punto in più per il gol partita, ma Cavanito oggi è parso giocare troppo da solo L’impegno e la generosità sono sempre le solite ma oggi mi è apparso più anarchico che mai e le spese ne ha fatte in primis Miccoli che davvero oggi ha avuto poche palle giocabili.
    MICCOLI: 6 Per la pazienza con cui ha comunque giocato o provato a farlo fino alla fine nonostante la pessima assistenza odierna. Nel primo tempo sfiora l’incrocio su una punizione che avrebbe potuto essere gol, per il resto prende molti falli e fa respirare quando deve la squadra.
    MCHEDLIDZE S.V. debutta al Barbera, perché aveva sempre e solo giocato fuori casa. Ha gran fisico e personalità. Nel finale di torneo si spera di poterlo vedere di più e anche dal primo minuto.
    TEDESCO: S.V. Solita passerella finale del “core de Palermo” lui si aggiusta i capelli tira l’elastico dei pantaloncini entra e fa il suo.
    BALLARDINI: 6- Oggi non è stata una bella partita; il caldo, il Palermo che non creava reali occasioni, il buon Torino della ripresa etc.. A mio parere attende sempre un pò troppo nei cambi che a mio parere potevano anche arrivare prima, inoltre come Zamparini vorrei che desse chances più consistenti ai giovani della rosa. Vedremo in seguito.

    NOTE: IL Palermo oggi per la prima volta ha esibito sulle maglie il logo del nuovo sponsor pubblicitario che resterà sulle maglie rosanero fino al termine della stagione calcistica 2010-11 compresa. Si tratta della "betshop" società di scommesse sportive inglese.
     

    chievo palermo

     


     

    Chievo Vr 1 - 0 Palermo
     
     
     
    Bocciato all’esame di maturità. Il Palermo, per più di un tempo in dieci per l’espulsione di Cassani, perde 1-0 al “Bentegodi” contro il Chievo, che si conferma quindi tra le formazioni più in forma del campionato. Doveva essere la gara che se vinta poteva permettere ai rosanero di avvicinarsi ulteriormente alle zone europee, invece no, i clivensi hanno dominato per l’intero corso della gara portandosi a casa tre punti piuttosto meritati. Un Palermo ancora una volta poco cattivo e grintoso, certamente una grossa percentuale della sconfitta va attribuita all’espulsione di Cassani, ma il Palermo oggi non era affatto in partita e lo si era capito già dalla prime battute. Liverani è stato asfissiato dai centrocampisti gialloblù, in avanti prima Succi e poi Cavani non sono riusciti a dare un impulso positivo, Simplicio invece non era Simplicio, ed ecco che la frittata è fatta. Il Chievo non ha fatto moltissimo, ma al contrario dei rosa ha giocato a calcio, ha sfruttato l’uomo in più e ha piazzato il colpo vincente con Luciano, al suo primo gol in campionato. Partite che nascono male e finiscono peggio, ossia con la totale evanescenza del reparto offensivo palermitano, irrobustito nel corso della contesa anche dalle entrate di Mchedlizde ed Hernandez. Niente da fare quindi, la continuità tanto cercata e corteggiata, non arriva. Andiamo allo cronaca. La prima conclusione da annotare arriva al 17’ con un tiro su punizione di Bovo deviato da Sorrentino. La partita non è brutta, ma godibile, anche se caratterizzata da molti errori da parte delle due compagini. Al 29’ ci prova il clivense Yepes, ma il pallone viene smorzato dalla retroguardia rosanero. Dopo un minuto ancora Chievo: palla vagante in area palermitana, Frey al volo di sinistro ma Amelia devia in angolo. Il Chievo ha in mano il pallino del gioco, mentre il Palermo risponde di rimessa. Al 35’ però possibile svolta del match: Cassani ferma irregolarmente Pellissier “scappato” verso l’area rosanero, chiara occasione da gol e quindi di conseguenza cartellino rosso per il difensore di Ballardini. Palermo in dieci. I rosa si chiudono ancora di più e il Chievo passa proprio all’ultima curva, cross dalla sinistra di Pellissier per Luciano che anticipa Simplicio e di sinistro mette in rete. 1-0. Secondo tempo. Entrano Kjaer e Mchedlizde, escono Migliaccio e Succi. Al 50’ angolo di Liverani, incursione di Kjaer che di testa prova a mettere a segno il suo terzo gol stagionale, palla però sopra il montante. La manovra dei rosa appare più fluida, ma in avanti c’è sterilità. È il Chievo invece a collezionare un’altra palla gol; cross di Pinzi, blitz di Marcolini che di testa impegna seriamente Amelia. AL 56’ flipper impazzito in area rosa, la palla finisce sui piedi di Pinzi che piazza all’angolino, Bovo riesce a deviare in angolo. La formazione di Ballardini non riesce a uscire e soprattutto a partorire occasioni da rete, Cavani e Levan non riescono a reggere il reparto, mentre a centrocampo la fantasia di Liverani viene insabbiata dal pressing degli avversari. Ballardini allora cambia ancora e cerca di dare maggiore brio all’attacco, Hernandez al posto di Nocerino, Palermo quindi con il tridente in campo. Non cambia nulla però, il risultato resta sull’1-0 e rosanero sconfitti. Per il Palermo una prestazione astratta.
     

    Palermo Lecce



     
    Palermo-Lecce 5-2.
    Dopo lo scivolone nel derby,
    ritorna la "legge del Barbera".
               
    PALERMO 5    LECCE 2
    RETI: 11’ pt (rig.) e 14’ st Cavani, 17’ pt e 34’ pt Tiribocchi, 18’ pt Simplicio, 42’ pt Miccoli, 11’ st Kjaer
     
     
     
    Segnatevi la data di oggi, 15 marzo 2009. E’ il giorno della pace tra il Palermo e il pubblico. E se non è proprio pace, quantomeno il ricordo del derby non è più indelebile. La "banda Ballardini" schianta il Lecce con un netto 5-2, ma il risultato non inganni: la partita è stata in bilico per almeno un’ora. La sfida inizia con una cornice anomala: il silenzio della curva nord del "Barbera". Una frangia dei tifosi, ricordando quel maledetto 0-4, non fa il proprio dovere. Non tifa. Per fortuna il resto dello stadio è con la squadra. Comunque oggi c’è un’altra storia. Si gioca contro il Lecce, che dallo schieramento iniziale sembra orientato in primis a non prenderle. Gli esterni Basta e Giuliatto, infatti, agiscono sulla linea dei difensori quando il Palermo attacca. I rosanero, dal canto loro, sono in formazione tipo, fatta eccezione per Migliaccio al posto dell’infortunato Bresciano e Kjaer che sostituisce lo squalificato Carrozzieri. La partita recita il copione facilmente immaginabile alla vigilia, con il Palermo che tesse gioco e il Lecce che tenta di spezzarlo. La gara ha un primo sussulto all’11’. I rosa partono a mille in contropiede, Simplicio verticalizza per Cavani che si fa stendere in corsa da Vives: rigore e giocatore del Lecce ammonito. E’ lo stesso Cavani a trasformare il rigore; Miccoli, contro il "suo" Lecce, non se l’è sentita di batterlo. I salentini, a caccia di punti salvezza, non sono il miglior cliente. Alla prima occasione pareggiano: Kjaer, per liberare l’area, alza un campanile di testa, Munari è bravo a fare da torre per Tiribocchi che al volo fulmina Amelia. Al 17’ è già 1-1. Nemmeno il tempo di riequilibrarsi, che il Palermo è di nuovo avanti. E’ il 18’. Balzaretti mette una palla velenosa in mezzo, Rosati non è impeccabile e dopo un paio di rimpalli Simplicio segna da posizione favorevole. Ottavo gol in campionato per il brasiliano, a due lunghezze dal proprio record personale. Al 34’ Tiribocchi segna il punto del 2-2 compiendo una prodezza. L’attaccante di De Canio stoppa abilmente in area, con il petto si porta avanti il pallone superando Bovo e di destro incrocia verso il secondo palo, dove Amelia non può arrivare. Al "Barbera", qualche minuto più tardi, va in scena uno spettacolo con Miccoli primo attore. Il bomber tascabile segna quando mai avrebbe voluto farlo. Al 40’ il "Romario del Salento" viene lanciato da Liverani, lo stop a seguire è ottimo e così il diagonale di destro. Il risultato, adesso, è sul 3-2, ma Miccoli non festeggia. Lui è lì, ma è palese che vorrebbe eclissarsi. Le telecamere, impietose, consegnano al giudizio della gente le lacrime del piccolo grande Fabrizio, impeccabile professionista. Al di là delle ragioni di cuore.
    A inizio ripresa, De Canio cambia volto alla sua squadra: dentro Angelo e Konan, fuori Schiavi e Basta. I salentini si schierano con il 4-3-3. Il Lecce, giocoforza, alza il baricentro ma il Palermo non soffre più di tanto. Al 56’, Kjaer estrae il coniglio dal cilindro per il gol del 4-2. Sugli sviluppi di un calcio d’angolo, Miccoli apre magistralmente per il danesino che si inventa un velenoso pallonetto a scavalcare Rosati. La sensazione, comunque, è che il buon Simon cercasse un paio di compagni al centro dell’area. Al 59’ il derby è sempre più una ferita in via di rimarginazione. Liverani, senza pensarci un attimo, lancia Simplicio che elude il fuorigioco, il brasiliano a tu per tu con Rosati appoggia a Cavani che non sbaglia: 5-2 e partita agli archivi. I minuti successivi servono per un paio di cambi e per la felice accoglienza a Caserta, che al suo ingresso in campo al posto di Castillo viene salutato con degli applausi. L’ex di turno lo aveva auspicato ed è stato accontentato. All’81’ applausi per l’ingresso di Tedesco, in campo per sostituire Nocerino. E tre minuti più tardi, un’ovazione dà il benvenuto a Hernandez, che debutta in Serie A sostituendo Cavani. E’ tempo di sorrisi e, perché no, di sogni: la zona Uefa adesso dista quattro punti. E quella Champions sei... anche se domenica, a Verona contro il Chievo, mancherà Miccoli per squalifica.
     

      

        

    Fiorentina Palermo

     
     
    IL PALERMO RISORGE A FIRENZE
                    
    FIORENTINA 0  PALERMO  2
     
     I rosanero espugnano l’Artemio Franchi di Firenze battendo i padroni di casa per 2-0.
    Reti di Simplicio e Miccoli.
     Grande vittoria per Ballardini che sconfigge Prandelli.
     
    Nessuno forse se lo aspettava, e oggi abbiamo capito che il Palermo, questo Palermo, è davvero pazzo. L’imperativo dopo il k.o nel derby era rialzarsi, e i rosanero lo hanno immediatamente fatto: 0-2 al Franchi contro la Fiorentina, al termine di una partita giocata in maniera semplice, lineare e anche con un pizzico di cinismo che nel calcio non guasta mai. Il Palermo “spegne” le critiche piovute copiosamente dopo il derby e vince contro la “nemica” di questi ultimi anni, vince perché ha giocato meglio e soprattutto perché ha creduto seriamente di poter sbancare il Franchi. Fiorentina annichilita, mai entrata in partita, e sottomessa dalle giocate di Simplicio, e dalla grinta di Carrozzieri. Le firme dell’impresa rosanero sono di Simplicio e Miccoli, entrambe nella ripresa. Insomma il riscatto c’è stato, il carattere di questa squadra è venuto fuori, e le lacrime di Tedesco a fine gara ne sono la prova, questa volta lacrime di gioia. Andiamo alla cronaca: Al 4’ Fiorentina vicinissima al gol, Jorgensen prende la mira dal limite dell’area ma becca il palo, pericolo. Al 10’ però la risposta del Palermo, Simplicio spara da lontana, Frey devia in angolo. I rosa non giocano male, anche se la difesa sembra soffrire ancora di amnesie. La Fiorentina cerca spesso Gilardino, ma l’ex rossonero non riesce a trovare lo spunto giusto. Miccoli, palesemente non in condizione, trotterella sul fronte offensivo senza incidere. Al 40’ però l’occasione più nitida ce l’ha il Palermo: palla in profondità di Miccoli per Guana che solo davanti a Frey preferisce defilarsi e crossare al centro per Cavani, il cui tiro viene respinto da Dainelli. Rosanero superiori ai viola nel corso del primo tempo. La Ripresa si colora immediatamente di rosa, Cavani vola sulla corsia di destra, mette al centro per Miccoli che spara in porta, Frey salva, ma sul tap-in c’è Simplicio che mette dentro. Palermo meritatamente in vantaggio. Gli spazi sono tanti per l’undici di Ballardini, i viola sono confusi e disorientati e così il vantaggio diventa doppio: Miccoli “uccella” la difesa di Prandelli e batte Frey con un diagonale chirurgico. 0-2. la Fiorentina ha le gomme a terra, ma Ballardini opta per un cambio: fuori Miccoli, dentro Kjaer. Difesa quindi rinfoltita e Cavani unica punta con Simplicio a sostegno. La banda di Prandelli attacca con foga, i rosa rispondono con dei contropiedi ficcanti. Cassani al 21’ ha sui piedi la palla del tris, ma la fallisce mandando a lato da buona posizione. Scorrono i minuti, ma i viola non abbattono il muro eretto da Ballardini, Mutu e Gilardino non si capiscono, ne giovano Carrozzieri e co. Firenze è sbancata, il Palermo vince e lo fa meritatamente, ci voleva.
      

         

    Simplicio-Miccoli: viola al tappeto

    FOOTBALL 2008-2009 Serie A Fiorentina-Palermo Simplicio Miccoli - 0
     
    UNA SODISFAZZIONE PERSONALE
    CATANIA 0 SIENA 3
     
      

    Palermo Catania

     

           

                                        

        Palermo 0    Catania 4
                                                          Ledesma 14’ 
                                                           Morimoto 37’
                                                        Mascara 44’
                                                        Paolucci 65’
                                       
     
     

    NO COMMET 

    Palermo Juventus

     

         

    PALERMO 0     JUVENTUS 2 

                                                                              27' 1T Sissoko
                                                                                  79' 2T Trezeguet

     
     
    Perdere contro una big ci sta. Forse è questa l’unica consolazione, ma se poi si pensa, che il Palermo per larghi tratti ha dominato la gara, il rammarico per non aver agguantato neanche un punto, comincia a salire inesorabilmente. La Juventus “sbanca” il Barbera, batte 2-0 i rosanero e si consolida al secondo posto della classifica. Che peccato verrebbe da dire, si perché per buona parte del primo tempo e anche del secondo la formazione di Ballardini ha tenuto in mano il pallino del match, non riuscendo però a capitalizzare le numerose occasioni da gol avute in caanna. Buffon migliore in campo, la dice tutta sull’andamento della gara, anche se Marco Amelia non ha demeritato mettendoci una “pezza” su alcune sbavature della retroguardia. Di Sissoko al 26’ e di Trezeguet all’80’ le reti dei bianconeri. Il Palermo dal canto suo ha provato a reagire ma la Dea Bendata oggi ha voltato le spalle ai rosa, soprattutto nei primi minuti quando la traversa ha respinto un tiro di Miccoli, strozzando in gola l’urlo dei tifosi palermitani,che oggi hanno affollato le tribune dell’impianto di Viale del Fante, ben 35 mila gli spettatori presenti. Andiamo alla cronaca: al 2’ subito occasione per il Palermo, Miccoli a tu per tu con Buffon tira addosso al portiere bianconero. Dopo un minuto clamorosa palla gol ancora per i rosanero, Cavani mette al centro e Miccoli da buona posizione centra la traversa, sulla ribattuta Simplicio non riesce a bucare di testa Buffon. Al 9’ ancora Palermo, tiro di Bovo dalla distanza, ma la palla finisce sui guanti di Buffon. I rosa macinano gioco soprattutto sulla corsia di sinistra, mentre la Juve si affida alle galoppate di Nedved. Al 26’ però i bianconeri passano: Sissoko prepotentemente filtra in area rosanero e buca Amelia con un potente destro sotto la traversa. I rosa provano a reagire, ma le idee sono appannate dalla foga. Al 43’ Amelia salva su un diagonale di Iaquinta e sul capovolgimento di fronte Cavani si divora la palla del pareggio: da posizione centrale in area di rigore bianconera angola troppo e spreca. Secondo tempo. Nessun cambio da parte dei due tecnici. Al 5’ Miccoli ci prova, conclusione però “telefonata” per Buffon. Al 7’ tocco di braccio in area di Legrottaglie su cross di Miccoli, sarebbe rigore, ma Tagliavento sorvola. I bianconeri continuano a giocare di rimessa, mentre la formazione di Ballardni non riesce a trovare il bandolo della matassa. Tanta infatti la pressione dei rosa, con una Juve spesso rinunciataria e poco incisiva. Al 18’ tiro dall’esterno di Nocerino, Buffon salva in angolo. Dopo tre minuti conclusione di Miccoli, ancora Buffon dice no. Se non è un assedio ci siamo quasi, la Juventus, sospetta candidata ad essere l’anti-Inter non riesce a sorpassare la metacampo. Al 25’ applausi per l’ex Amauri che rileva un opaco Iaquinta. E il brasiliano dopo due minuti ha sui piedi la palla che avrebbe chiuso il match, la sua volee però su cross di Chiellini viene intuita dall’ottimo Amelia. Il game over però arriva al 35’ grande azione di Amauri sulla sinistra, cross al centro, Treeguet è solo e mette in rete, con la complicità di Kjaer. 0-2. Finisce la gara, la banda di Ballardini smette di suonare e i bianconeri gongolano per un successo che comunque non accorcia le distanze dall’Inter. Adesso sotto con il derby.
     

    siena palermo

     GRAZIE
    AMAURI!!!!!!!!!!!!
     
     
             
     
          
     

      SIENA 2    PALERMO 2

    Si chiude con un pareggio a Siena il campionato del Palermo. Il 2-2 finale, frutto della doppietta di Maccarone e delle reti di Jankovic e Caserta, fa scivolare la squadra di Stefano Colantuono all’undicesimo posto in classifica.
    Inizia subito a ritmi sostenuti l’ultima gara della stagione che i rosanero giocano all’Artemio Franchi, sotto un sole quasi estivo. Un veloce contropiede dei bianconeri, infatti, dopo solo un minuto e mezzo di gioco, consente a Maccarone di segnare il gol del vantaggio, portando il giocatore del Siena a quota 12 reti, il numero più alto mai raggiunto da un marcatore della squadra toscana in Serie A. Il Palermo reagisce immediatamente ed una serie di calci d’angolo impegnano il portiere Eleftheropoulos. Al sesto minuto di gioco una punizione di Miccoli, assegnata per un fallo di Riganò, non centra l’obiettivo del pareggio e la partita prosegue per un quarto d’ora senza grandi emozioni, con il Palermo che non riesce a trovare lo spazio per inserirsi e raggiungere la porta difesa da Eleftheropoulos. Al ventunesimo Riganò prova una conclusione da lontano, lanciando la sfera alla destra della porta difesa da Agliardi, mentre al ventitreesimo Portanova devia in angolo un passaggio di Jankovic destinato a Miccoli. Un minuto dopo un passaggio filtrante di Migliaccio per Jankovic consente al serbo di segnare la rete dell’1-1 e rimettere tutto in discussione. Torna a pressare il Siena che al 25’ costringe Agliardi a deviare in angolo un tiro di Maccarone. Ma al 29’ un rinvio lungo di Guana raggiunge Caserta che vede Miccoli lasciato solo in area bianconera: il fantasista salentino colpisce di testa e porta in vantaggio il Palermo, raggiungendo il personalissimo traguardo dei 100 gol in campionati italiani. La partita, a questo punto, si riaccende ed al 32’ Riganò colpisce una traversa, mentre il Palermo non sfrutta un paio di occasioni prima con Cavani e poi con Miccoli. Al 42’ Caserta, colpito da un pallone, viene portato fuori dal terreno di gioco del Franchi, lasciando i rosanero in inferiorità numerica. Non riescono ad approfittarne i senesi che mancano un’occasione data da un bellissimo cross di Alberto per la testa di Riganò che, però, colpisce male e manda la palla sopra la traversa. Caserta rientra al 45’, giusto per giocare l’ultimo minuto di gioco: al 46’ l’arbitro Stefanini fischia la fine del primo tempo.
    Le squadre rientrano in campo senza avere effettuato alcun cambio ed il Siena batte il calcio d’inizio. È passato solo un minuto di gioco che Cassani viene ammonito per un fallo ai danni di Alberto, che batte la punizione verso il centro dell’area palermitana ma trova un Caserta pronto a respingere. Si riparte con qualche occasione per il Palermo, Jankovic prova anche un passaggio di tacco a Miccoli che, però, non riesce a servire in avanti. Al 7’ della ripresa la prima sostituzione è per i padroni di casa con Forestieri che entra al posto di Vergassola. Due minuti dopo il Siena si rende pericoloso con un tiro di Kharja ed al 9’ Riganò serve benissimo Maccarone che tira costringendo Agliardi ad un intervento che salva la porta rosanero mandando in angolo. Il Siena continua a pressare, all’11’ viene ammonito Riganò per proteste ed al 12’ Maccarone pareggia dopo avere saltato Zaccardo e Rinaudo, siglando una doppietta che lo porta a 13 reti. Al 15’ lascia il campo Rinaudo ed entra Barzagli, sostituzione seguita da quella tra le fila del Siena al 17’ quando Guadalupi fa il suo debutto in Serie A sostituendo l’applauditissimo Alberto. Ancora un pericoloso intervento di Maccarone mentre al ventesimo della ripresa Tedesco sostituisce Caserta che continua ad accusare problemi. Il ritmo sembra adesso un po’ calato, da segnalare solo le sostituzioni; al 25’ il Siena manda in campo il giovane portiere Jaakkola al posto di Eleftheropoulos ed al 29’ un contatto tra Zaccardo e Riganò lascia a terra il giocatore bianconero senza gravi conseguenze. Al 34’ è il momento del debutto per il giovane Carbonaro che entra in campo al posto di Jankovic. Al 37’ Kharja spedisce in tribuna un pallone dopo avere tentato una difficile conclusione da grande distanza. Il resto della partita non fa registrare niente di particolare, al 44’ Portanova lascia il campo, il Siena finisce la gara in 10. Non c’è recupero ed al 45’ Stefanini fischia la fine della gara: Siena - Palermo si chiude con un pareggio.

    Palermo Samp

     
     
     
           
      PALERMO 0    SAMPDORIA 2
     
    E’ finito con una sconfitta il campionato in casa del Palermo. La squadra di Colantuono è stata battuta per 2-0 dalla Sampdoria. I blucerchiati sono andati a segno al 15’ della ripresa con Cassano direttamente su punizione ed al 30’ con Maggio di testa sugli sviluppi di un calcio d’angolo.
     

    LAZIO PALERMO

      
    Una doppietta di Amauri

    manda a tappeto la Lazio
         
           LAZIO 1    PALERMO  2 
              
    Il Palermo interrompe la striscia negativa in trasferta. Reduci da quattro sconfitte consecutive lontano dalle mura amiche, i rosanero espugnano l’Olimpico superando nel giro di pochi minuti per 2-1 la Lazio al termine di una gara dai due volti: emozionante e intensa nel primo tempo, priva di sussulti per gran parte di una ripresa nella quale gli uomini di Colantuono, prima dell’exploit finale, non erano riusciti ad incidere faticando a sviluppare un gioco convincente. Protagonista della gara nel bene e nel male il brasiliano Amauri che dopo aver fallito un rigore nel primo tempo, ribalta in zona Cesarini il risultato con una doppietta
     che regala tre punti importanti dal punto di vista del morale ai rosanero che tornano a vincere in trasferta dopo più di quattro mesi di digiuno.
    Sotto di un gol al termine del primo tempo in virtù di un rigore trasformato dall’attaccante biancoceleste Goran Pandev, i rosanero nella ripresa abbassano notevolmente i ritmi faticando per lunghi tratti a sviluppare con continuità una manovra lineare e affidandosi spesso ai lanci lunghi facile preda della retroguardia biancoceleste.
    Dopo un primo tempo confortante sul piano della manovra, i rosanero nella ripresa si limitano ad azioni di ripartenza che non creano particolari insidie all’attenta retroguardia dei padroni di casa che al 20’ vanno vicini al raddoppio con Pandev che elude con un pregevole pallonetto la marcatura di Rinaudo ma la sua conclusione a botta sicura viene respinta dal portiere Agliardi autore di un intervento provvidenziale. Prova confortante da parte dell’estremo difensore rosanero, nota positiva in una gara non esaltante ma nel complesso da non disprezzare da parte dei rosanero che nel secondo tempo, complice anche la stanchezza e le temperature piuttosto calde, accusano una netta involuzione sul piano del gioco e della brillantezza atletica affacciandosi di rado dalle parti di Muslera.
    Nel finale sale in cattedra l’attacante Amauri: al 37’, in un momento di "stanca" della partita, il brasiliano "firma" il pareggio sfruttando di testa un’uscita a vuoto del portiere Muslera. Nei minuti di recupero, dopo una clamorosa occasione fallita da Cribari di testa sugli sviluppi di un calcio d’angolo, sigla il raddoppio battendo ancora di testa l’estremo difensore uruguaiano sugli sviluppi di una punizione tesa a giro di Miccoli.
    Per i rosanero, al primo successo in trasferta nel 2008, tre punti conquistati al termine di una partita chiusa con grande cinismo e determinazione contro una Lazio (al terzo ko consecutivo) che, alla luce del volume di gioco sviluppato nel corso della gara, è stata molto probabilmente punita al di là dei reali demeriti.
     

     

    Palermo Atalanta

     

    Palermo-Atalanta,

    pareggio allo sbadiglio

           

    Palermo 0    Atalanta 0

    FOOTBALL Serie A 2007/08 Palermo-Atalanta - 0 

    Finisce a reti inviolate e tra gli sbadigli del pubblico la sfida tra Palermo e Atalanta. Entrambe le squadre, a corto di motivazioni ed energie, sono protagoniste di una partita in cui le emozioni si contano sulle dita di una mano..Colantuono, orfano di Amauri assente per squalifica (come Rinaudo e Bresciano), recupera l'infortunato Cavani e piazza poco dietro l'attaccante il trio composto da Jankovic, Miccoli e Caserta, mentre Giovanni Tedesco ritrova il posto da titolare. Entrambi in panchina i due ex di turno, gli acciaccati Fontana e Migliaccio. Per l'Atalanta, invece, in avanti solo Floccari, supportato da capitan Doni.Le squadre partono contratte e la partita stenta a decollare. Al 22' ci pensa Miccoli a svegliare il pubblico del Barbera. Il bomber salentino ruba palla sulla tre quarti, tunnel a Manfredini e pallonetto che sfiora la traversa. I rosanero ci riprovano un minuto più tardi: bel cross dalla sinistra di Miccoli che serve Caserta, ma il centrocampista, leggermente in ritardo, non riesce a deviare la sfera verso la porta di Coppola. L'Atalanta si fa vedere al 36' quando Doni fugge sulla sinistra e serve una gran palla a Ferreira Pinto: Barzagli salva miracolosamente riuscendo con un po' di fortuna ad arpionare il pallone sul quale si stava avventando il brasiliano.La seconda frazione si apre come si era chiusa la prima: con l'Atalanta in attacco. E' per i nerazzurri, infatti, la prima occasione dopo appena un minuto con Doni che ci prova dai 16 metri, reattivo Agliardi. La partita si addormenta, lo 0-0 infatti è un risultato comodo per entrambe le squadre, ma che disattende le aspettative dei ventitremila del Barbera, annoiati sugli spalti e che lasciano lo stadio a cinque minuti dalla fine

    PALERMO (4-2-3-1): Agliardi; Cassani, Zaccardo, Barzagli, Balzaretti; Tedesco, Guana (20’ st Migliaccio); Jankovic, Miccoli, Caserta (6’ st Di Matteo); Cavani (28’ st Cani). A disposizione: Fontana, Biava, Cossentino, Simplicio.

    ATALANTA (4-4-1-1): Coppola; Fissore (40’ st Belleri), Pellegrino, Manfredini, Bellini; Ferreira Pinto, De Ascentis, Guarente (21’ st Tissone), Padoin (35’ st Marconi), Doni, Floccari. A disposizione: Ivan, Rivalta, Radovanovic, Paolucci.

    ARBITRO: Valeri di Roma 2. Assistenti Angrisani di Salerno e Forconi di Aprilia. Quarto ufficiale: Cavarretta di Trapani.

    NOTE: Spettatori 23288 (abbonati 19996) per un incasso di 358.462,92 €. Giornata di sole, terreno in buone condizioni. Ammoniti Manfredini (A), Zaccardo (P), Ferreira Pinto e Tissone (A) per gioco scorretto, Miccoli (P) e De Ascentis (A) per comportamento non regolamentare. Angoli 5-0 Atalanta.

     

    Fiorentina Palermo

    UNA GRANDE FREY

    DICE NO AL GOL DEL

    PALERMO SBALORDITIVO!!!

                FIORENTINA 1    PALERMO 0

    Quarto ko consecutivo in trasferta per il Palermo, sconfitto di misura allo stadio "Artemio Franchi" contro la Fiorentina nell’anticipo serale della trentaquattresima giornata del campionato di serie A.
    Tre punti preziosi in chiave Champions League per la formazione di Prandelli che si impone grazie ad una rete al 29’ del primo tempo del centrocampista Donadel, determinante nell’economia di una partita ben giocata dal Palermo che, nonostante la sconfitta, ha mostrato segnali più che confortanti sul piano della personalità e dell’organizzazione della manovra.
    I rosanero, che hanno tenuto il pallino del gioco in mano per lunghi tratti della gara, non escono ridimensionati da un confronto che non pregiudica le ambizioni in chiave Intertoto della compagine di Colantuono, scesa in campo con determinazione e ardore agonistico.
    Dopo un primo tempo piuttosto equilibrato, nella ripresa non cambia il copione della partita con ritmi non particolarmente sostenuti. Palermo in emergenza: dopo Migliaccio, costretto a lasciare il terreno di gioco al 41’ del primo tempo per un problema muscolare, nelle fasi inizali della ripresa il tecnico rosanero Colantuono è costretto ad un altro cambio forzato con l’ingresso in campo di Cassani al posto del centrale Biava, toccato duro dal rumeno Mutu.
    Il Palermo, che si esprime senza timori reverenziali nei confronti dell’avversario, si propone in avanti in più di un’occasione rendendosi pericoloso con una rovesciata al volo di Amauri terminata alta su un cross dall’out di destra di Jankovic e con un destro potente dello stesso centrocampista serbo neutralizzato centralmente dal portiere Frey.
    L’ingresso di Miccoli, entrato al 14’ al posto di Caserta, dà imprevedibilità alla manovra offensiva dei rosanero che si affacciano con continuità nella trequarti avversaria costringendo nelle retrovie gli uomini di Prandelli che si limitano ad azioni di rimessa.
    Al 27’ Palermo in dieci uomini per l’espulsione del difensore Rinaudo per doppia ammonizione. L’inferiorità numerica non scompone le strategie tattiche degli uomini di Colantuono che al 31’ sfiorano il pareggio con una doppia occasione che vede protagonista Miccoli la cui conclusone esalta i riflessi del portiere Frey che si supera di istinto sul sinistro successivo da distanza ravvicinata di Bresciano.
    Nel finale, con le squadre allungate complice anche la stanchezza accumulata nel corso della gara, il Palermo esercita una certa pressione alla ricerca del pareggio mettendo alle corde una Fiorentina che gestisce con qualche affanno il prezioso vantaggio.
    Per la formazione viola, alla sesta vittoria consecutiva in casa, un risultato molto importante che permette di consolidare il quarto posto in classifica in attesa delle gare di domani delle dirette concorrenti in chiave Champions League.

    IL TABELLINO

    MARCATORE: 29' Donadel
    FIORENTINA (4-3-3): Frey 7; Jorgensen 6.5, Ujfalusi 6 (32' Dainelli 7), Gamberini 6.5, Pasqual 6; Donadel 7, Liverani 6 (60' Montolivo 6), Kuzmanovic 6.5; Santana 6.5, Pazzini 6.5 (73' Vieri s.v.), Mutu 6. A disposizione: Avramov, Gobbi, Semioli, Osvaldo. Allenatore: Prandelli 7
     
    PALERMO (4-3-2-1): Agliardi 6; Zaccardo 6, Biava 5.5 (55' Cassani 5.5), Rinaudo 5, Balzaretti 5.5; Migliaccio 6, Guana 5, Caserta 5.5 (60' Miccoli 6); Jankovic 6, Bresciano 5; Amauri 6. A disposizione: Ujkani, Cossentino, Di Matteo, Cani. Allenatore: Colantuono 5
     
    ARBITRO: Damato 6
    AMMONITI: Zaccardo (P), Donadel (F), Amauri (P), Biava (P), Cassani (P), Pazzini (F), Bresciano (P)
    ESPULSO: Rinaudo (P) per doppia ammonizione al 71'.
     
     

    palermo catania

     
     

    E VAI !!!!!

    PALERMO SBALORDITIVO !!!! 

               

    MICCOLIIIII GOLLLLL !!!

    CHE MAGIA  

        

        

      PALERMO 1   CATANIA 0  

              

     Il Palermo vince il derby contro il Catania al ‘Barbera’, dove si impone con il risultato di 1-0 grazie ad un magnifico gol su punizione di Miccoli all’84’.
    È “la partita”, quella che per carica emotiva supera qualsiasi incontro in calendario. La sfida tra Palermo e Catania vale punti ma non solo, perché entrambe le squadre tengono ad affermare la propria superiorità. Manca il pubblico avversario e il ‘Barbera’ fin da inizio gara si trasforma in una bolgia a favore dei padroni di casa. L’undici di Colantuono, che perde Fontana per una lombalgia avvertita in fase di riscaldamento, con Agliardi dunque tra i pali, parte concentrato e dopo appena quattro minuti si presenta davanti a Polito su iniziativa di Jankovic che, defilatissimo sulla destra, conclude, ma Polito blocca. I rosa in avvio sembrano più pimpanti degli ospiti e si rendono pericolosi ancora al 7’, con Amauri che spedisce a lato dal limite, e al 14’, con una mezza rovesciata di Caserta in mischia che termina sul fondo, mentre gli etnei provano a rispondere al 19’ con Biagianti che, imbeccato da Spinesi, si incunea in area e conclude alto. Al 23’ ci tenta Bresciano con un rasoterra dal limite, fermato con facilità dall’estremo rossazzurro, poi cerca di farsi avanti il Catania: gli etnei si fanno vedere dalle parti di Agliardi al 27’ con Tedesco, che prova la botta dal limite ma non centra la porta, quindi un minuto dopo con Spinesi che, servito in area da Izco, conclude da breve distanza, ma trova la provvidenziale deviazione di Giovanni Tedesco sopra la traversa, quindi sul corner successivo con Terlizzi, che devia di testa poco sopra la traversa. Passato il momento di sofferenza il Palermo torna in cattedra, spinto dall’incessante tifo del ‘Barbera’, e mette paura a Polito al 31’ con un colpo di testa di Giovanni Tedesco sul secondo palo, che termina sul fondo, quindi al 33’ ancora di testa con Amauri, che l’estremo etneo blocca, e un minuto dopo con un cross a tagliare di Jankovic sul quale si avventa Amauri, che però manca la deviazione vincente di un soffio. Con il passare dei minuti le squadre si bloccano a centrocampo e non accade più nulla: si va quindi al riposo sul risultato di 0-0.
    La ripresa comincia con i rosanero pericolosi già al 2’ con Tedesco che, al termine di un batti e ribatti in area, irrompe sul secondo palo per cercare la deviazione vincente, ma non trova la sfera. Gli ospiti, però, non vogliono soccombere e provano a rispondere due minuti dopo con un colpo di testa di Spinesi su cross di Giacomo Tedesco, che Agliardi devia in corner, e al 7’ con una punizione dal limite di Vargas, che si infrange sulla barriera. Il Palermo vuole vincere e Colantuono manda in campo Miccoli al posto del dolorante Tedesco: ed è proprio il ‘Romario del Salento’ a fare quasi esplodere il ‘Barbera’ all’11’, quando riceve palla al termine di una bella combinazione Amauri - Jankovic e conclude di destro, sfiorando il palo. Al 14’ ci tenta ancora il Catania con Izco, che manda alto dal limite, poi si fanno nuovamente sotto i rosanero che vanno vicini al vantaggio al 22’ con Miccoli, che viene anticipato in corner al momento della deviazione vincente dopo che Amauri aveva impegnato di testa Polito, qualche secondo dopo con una conclusione di Jankovic che termina alta, al 28’ con un rasoterra di Jankovic bloccato da Polito, e al 30’ con un colpo di testa di Migliaccio su punizione di Miccoli che sfiora il palo. I padroni di casa riescono finalmente a passare nove minuti dopo: Edusei stende Miccoli all’altezza dei venti metri, Dondarini concede la punizione che lo stesso fantasista batte con un destro preciso che scavalca la barriera e supera Polito. 1-0 e il ‘Barbera’ esplode di gioia per il suo bomber. I rosa a questo punto gestiscono il risultato, senza che il Catania riesca mai a rendersi pericoloso, anzi è ancora Miccoli a sfiorare il bis al 48’ con una bella conclusione a girare, che termina a lato. Finisce dunque 1-0 per il Palermo, che esce dal terreno di gioco del ‘Barbera’ osannato dal proprio pubblico e che, con questa vittoria, sale a quota 42 punti, portandosi momentaneamente in ottava posizione in classifica, a pari merito con il Genoa.


    Palermo (4-2-3-1): Agliardi 6, Zaccardo 6, Barzagli 6, Rinaudo 6, Balzaretti 6.5, Caserta 6, Migliaccio 6.5, Gi0. Tedesco 5.5 (53’ Miccoli 7.5), Jankovic 7 (86’ Guana s.v.), Bresciano 5.5 (64’ Cavani 6), Amauri 6.5. A disposizione: Fontana, Biava, Di Matteo, Cossentino. All. Colantuono 7.

    Catania (4-5-1): Polito 6, Sardo 6, Terlizzi 6, Stovini 6, Sabato 5.5, Izco 5.5, Edusei 5, Gia. Tedesco 6, Biagianti 5,5 (64’ Mascara 5.5), Vargas 6 (78’ Baiocco s.v.), Spinesi 6 (71’ Martinez 5.5). A disposizione: Rossi, Silvestre, Silvestri, Alvarez. All. Zenga 6.

    Arbitro: Dondarini 6

    Ammoniti: Izco, Barzagli, Migliaccio, Edusei, Miccoli.  
      

    SERVIZIO VIDEO   

        

     

     

    PALERMO JUVENTUS

     
     

    FINALMENTE !!!!!!!!!

    UNA BELLA VITTORA!!!!!

    CAZZANI AMAURI PER LA JUVE !!!

                    

    PALERMO 3   JUVENTUS 2 

            

    Colpaccio in extremis del Palermo nella prima gara casalinga del Colantuono-bis. I rosanero si impongono per 3-2 sulla Juventus nel posticipo della trentaduesima giornata conquistando tre punti fondamentali che consentono di allontanarsi dalle zone "calde" della classifica e guardare con fiducia all’immediato futuro.
    Successo prestigioso per la compagine rosanero che dopo quattro sconfitte consecutive, supera una big del campionato al termine di una gara vibrante giocata con grande intensità e determinazione agonistica da entrambe le squadre.
    Dopo un primo tempo giocato su ritmi sostenuti e chiuso meritatamente in vantaggio in virtù di uan doppietta di Amauri, nella ripresa i rosanero subiscono il ritorno della Juventus entrata in campo dopo l’intervallo con un piglio e uno spirito diverso rispetto ad una prima frazione giocata senza mordente. Al 7’ i bianconeri accorciano le distanze con il capitano Del Piero che, dopo aver eluso in dribbling la marcatura di un avversario, supera Fontana di sinistro sugli sviluppi di un’azione "di sfondamento" centrale del centrocampista franco-maliano Sissoko abile a sfruttare un errore in disimpegno di Cassani. E’ una Juventus più convinta e determinata quella vista in un secondo tempo nel quale gli uomini di Ranieri si propongono in avanti con maggiore determinazione e continuità mettendo più volte in apprensione un Palermo mai domo insidioso in un paio di circostanze sugli sviluppi di azione di contropiede. Il forcing dei bianconeri, proiettati in avanti alla ricerca del pareggio, costringe nelle retrovie gli uomini di Colantuono che, pur arretrando il baricentro, riescono, seppur con qualche affanno, a contenere le sortite offensive degli ospiti poco lucidi in fase realizzativa.
    Gli uomini di Ranieri, più tonici e determinati rispetto ad un Palermo a corto di energie, legittimano al 26’ la propria supremazia territoriale con il pareggio firmato da Alessandro Del Piero lesto a correggere in rete una miracolosa respinta del portiere Fontana su un colpo di testa dell’attaccante Trezeguet servito da un cross tagliato dall’out di destra di Sissoko.
    Il copione della partita è ormai delineato con il Palermo che, condizionato anche da un notevole calo atletico, subisce la manovra arrembante dei bianconeri vicini al vantaggio al 35’ con una doppia clamorosa occasione: Del Piero, protagonista di una prestazione maiuscola e autentico trascinatore della propria squadra, centra il palo su punizione e sulla respinta il portiere Fontana si supera deviando di istinto in angolo una conclusione da distanza ravvicinata di Trezeguet pericoloso quattro minuti dopo con un destro di prima intenzione su assist di Tiago.
    I bianconeri non concretizzano l’enorme mole di gioco sviluppata e al 43’ vengono puniti dall’ex Mattia Cassani che fa esplodere lo stadio indovianndo il "sette" della porta difesa da Buffon con un esterno sinistro imparabile dalla distanza
    Per i rosanero, che tornano al successo dopo sei partite nelle quali avevano raccolto solo due punti, si tratta di una vittoria fondamentale che rappresenta una vitale boccata di ossigeno in un momento particolarmente delicato della stagione. Grande rammarico, di contro, per i bianconeri che, supportati da un secondo tempo brillante, non escono ridimensionati da una sconfitta che non pregiudica il proprio cammino in chiave Champions Laegue in vista del finale di stagione.
      

    SERVIZIO VIDEO   

      

    napoli palermo

       

    NAPOLI 1   PALERMO 0

    Comincia con un’amara sconfitta il Colantuono-bis sulla panchina del Palermo. I rosanero, reduci da tre ko consecutivi, nel posticipo serale della trentunesima giornata, perdono 1-0 al "San Paolo" contro il Napoli in virtù di una rete di testa del centrocampsta slovvaco Hamsik che nei minuti di recupero regala ai partenopei tre punti molto importanti condannando un Palermo che per la personalità mostrata in campo e il modo in cui ha intrpretato la gara, avrebbe meritato un risultato positivo.
    Nonostante il ko, il quarto consecutivo, prestazione nel complesso confortante da parte dei rosanero rigenerati in settimana dalla cura Colantuono che ha lavorato molto sulle motivazioni e sugli stimoli di una squadra alla ricerca di serenità e di sicurezza nelle proprie potenzialità in un momento delicato della stagione.
    Dopo un primo tempo convincente per ritmo ed intensità di gioco, i rosanero, complice anche la stanchezza accumulata in una prima frazione condotta con ordine e lucidità, nella ripresa arretrano un po’ il baricentro lasciando l’iniziativa ai padroni di casa pericolosi solo in virtù delle iniziative dell’argentino Lavezzi sempre indisioso svariando su tutto il fronte offensivo.
    Partenopei più reattivi nel secondo tempo durante il quale gli uomini di Colantuono, meno propositivi rispetto ai primi 45’, riescono comunque a tenere il campo con ordine senza correre reali pericoli.
    Nei minuti di recupero, l’episodio chiave della gara con la rete di testa Hamsik, nata sugli sviluppi di un rinvio del portiere Gianello, che spezza gli equilibri di una partita nella quale i rosanero, che non escono affatto ridimensionati, hanno evidenziato segnali positivi sul piano del carattere e della personalità.
    Per gli uomini di Reja, che si confermano implacabili nelle gare casalinghe in notturna, tre punti fondamentali per il prosieguo della stagione

    TABELLINO 

     NAPOLI-PALERMO   1-0 ( primo tempo 0-0) 

    MARCATORI: 92’ Hamsik (N) 

    NAPOLI (3-5-2) Gianello 6; Cannavaro 5,5 Contini 6 Domizzi 6; Grava 5,5 ( dal 59’ Garics 5,5 ) Pazienza 6 Blasi 6 Hamsik 6 Savini 6 ( dal 59’ Bogliacino 6 ); Lavezzi 6 Calaiò 6 ( dal 71’ Sosa 7) (A disp. Navarro Rullo Montervino Dalla Bona) All. E. Reja 6,5 

    PALERMO (4-2-3-1) Fontana 6; Cassani 6 Zaccardo ng ( dal 10’ Cossentino 6) Barzagli 6 Balzaretti 6,5; Guana 6 Migliaccio 6; Jankovic 5 Simplicio 6 ( dal 70’ Bresciano 5,5) Caserta 5,5 ( dall’88’ Tedesco ng); Amauri 6,5 ( A disp. Agliardi Romeo Di Matteo Cani) All. S. Colantuono 6 

    ARBITRO: Banti 6,5 

    AMMONITI: Domizzi (N) Blasi (N) 

    RECUPERO: 2’, 4’